PROGETTO DI SERVIZIO CIVILE ALL'ESTERO DI CARITAS AMBROSIANA
"IMPRONTE DI PACE"

PAESE: NICARAGUA
SEDE DI REALIZZAZIONE: CIUDAD SANDINO
SEDE EL GÜIS (2 volontari)
IL CONTESTO
I dati dell’ultimo Rapporto del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo dicono che il Nicaragua è il terzo paese più povero in America Latina (115° su 169 paesi del mondo), con il 45,8% della popolazione costretta a vivere con meno di 2 dollari al giorno e un alto indice di malnutrizione per i bambini sotto i 5 anni, una situazione che diventa particolarmente dura per le fasce più deboli della popolazione quali donne, bambini, adolescenti e disabili, soprattutto nelle periferie marginali urbane.
Il progetto in questione si realizzerà proprio in una di queste situazioni, nella città di Ciudad Sandino ed in particolare nel quartiere di Nueva Vida, sorto alla fine del 1998 con l’arrivo di più di un migliaio di famiglie colpite dalla devastazione dell’uragano Mitch.
All'interno del quartiere operano tra le altre due associazioni, l'associazione Redes de Solidaridad e l'associazione El Güis.
La prima, presente dalla nascita del quartiere stesso, si occupa in particolare dell'educazione dei più piccoli attraverso una scuola materna ed una scuola elementare, processi di reintegrazione di adolescenti e giovani che abbandonano la scuola e finiscono in bande giovanili delinquenziali (le cosiddette maras), la formazione e l’accompagnamento delle donne e la promozione sociale del quartiere anche attraverso percorsi di formazione di leader comunitari.
La seconda gestisce da quasi 8anni un centro diurno per disabili frequentato da un'ottantina di minori e giovani e dalle loro famiglie.
IL PROGETTO: AREE DI INTERVENTO e OBIETTIVI
SEDE REDES DE SOLIDARIDAD (2 volontari)
Educazione dei disabili
- Integrare nei percorsi educativi del centro circa 80 minori e giovani disabili del territorio
- Sviluppare processi individualizzati verso una maggior autonomia domestica e sociale
- Affiancare l’assistente sociale del centro nelle visite domiciliari famigliari
Negli ultimi anni il Güis è andato organizzandosi e specializzandosi, ovviando alla mancanza di programmi ministeriali per l’educazione speciale (non esiste un dipartimento apposito dedicato a ciò e ancora lunga la strada verso l’integrazione regolare) con la formulazione, a partire dai programmi ministeriali esistenti per l’educazione regolare, di programmi educativi strutturati e specifici.
Attualmente funzionano 7 programmi articolati in altrettante classi di circa 12 bambini ciascuna:
Multisensoriale, per bambini con paralisi cerebrali infantili o gravi disturbi psicomotori che richiedono assistenza totale. L’obiettivo è ritardare il decorso degenerativo della patologia e migliorare la qualità di vita;
- Socio-educativo, per adolescenti con ritardo mentale grave e medio.
L’obiettivo è migliorare le capacità cognitive, relazionali e psicomotorie e favorire l’apprendimento di nuove abilità;
- Adolescenti e giovani, per ragazzi dai 15 ai 30 anni con ritardo mentale lieve.
L’obiettivo è migliorare le capacità cognitive, relazionali e psicomotorie oltre che favorire l’apprendimento di nuove abilità;
- Problemi auditivi, per bambini dai 6 ai 15 anni con disturbi uditivi. L’obiettivo primario è l’apprendimento della lingua dei segni finalizzato alla comunicazione e all’apprendimento. Si svolgono i programmi curriculari della scuola regolare.
- Sostegno scolastico per bambini dai 6 ai 15 anni con disturbi dello sviluppo, di attenzione con iperattività, o del comportamento più o meno grave che richiedono supporto scolastico perché non sono accettati nella scuola regolare.
L’obiettivo è portarli ad un livello scolastico abbastanza buono da poter consentire l’integrazione scolastica nella scuola normale.
- Disabili gravi grandi: per preadolescenti con grave ritardo mentale (per lo più sindrome di down).
- Disabili gravi piccoli, per bambini dai 3 ai 10 anni con grave ritardo mentale o disfunzioni psicomotorie.
Oltre ai programmi educativi, si presta assistenza fisioterapica e monitoraggio delle condizioni alimentari per cercare di combattere la denutrizione cronica che presenta la maggioranza dei bambini.
Formazione delle famiglie e sensibilizzazione della comunità
L’associazione sviluppa un programma parallelo di formazione dei genitori e delle famiglie.
I disabili a Nueva Vida e a Ciudad Sandino vivono una condizione di grande emarginazione, non solo dalla società in senso allargato, ma dalla stessa famiglia, che spesso, schiava di una logica di sopravvivenza, sceglie inconsciamente di dedicare le scarse risorse disponibili, sia in termini materiali che affettivi, ai figli sani destinando il proprio figlio disabile ad un doppio abbandono.
Il centro El Güis lavora per contrastare queste dinamiche e supportare le famiglie nel percorso di accettazione della disabilità e di scoperta di abilità diverse che possono e devono essere potenziate.
A questo scopo è nato un "gruppo di auto aiuto per familiari" che attualmente conta la presenza di 13 madri anche se a frequenza discontinua. L’obiettivo è che questo gruppo sia uno strumento di supporto reciproco nel percorso accanto al proprio figlio disabile e che possa un domani divenire un gruppo autonomo.
Il centro offre inoltre una "scuola per i genitori" a cadenza mensile gestita dalle responsabili, dove si affrontano argomenti di vario genere legati alla disabilità, a cui partecipano circa la metà dei genitori.
RUOLO DEI VOLONTARI
Il primo periodo sarà dedicato alla conoscenza del contesto, all'inserimento nella realtà locale e alla conoscenza degli interventi realizzati dalle corrispettive controparti locali. Successivamente verrà elaborato un piano di lavoro che, valorizzando attitudini ed abilità personali, distinguerà gli ambiti di intervento tra i due volontari nelle due sedi rispettive di Redes de Solidaridad e di El Güis.
I volontari diventeranno progressivamente parte del lavoro di equipe della struttura nella quale si inseriranno partecipando ai diversi momenti previsti (animativi, organizzativi, formativi, valutativi, ludico-espressivi, ...).
A ciascuno verrà richiesta una particolare attenzione a documentare e sistematizzare le attività svolte, in particolare per contribuire a migliorare le prassi operative locali. Particolare attenzione verrà data anche alla testimonianza dell'esperienza vissuta attraverso modalità differenti.
I volontari avvieranno inoltre uno studio di fattibilità per la realizzazione dei campi di lavoro estivi, progetteranno la formazione dei volontari locali e coordineranno i giovani della Diocesi di Milano che parteciperanno alle attività.
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