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Area Famiglia

Il doposcuola è spesso identificato come lo spazio dove ci sono persone che aiutano a fare i compiti. In realtà non è solo questo! Con “Doposcuola”, infatti, ci riferiamo a un progetto più ampio che si propone di sostenere i bambini e i ragazzi che vi partecipano nella loro globalità; è un momento che non comprende esclusivamente l’accompagnamento scolastico ma anche attività di gioco, di laboratorio e di socializzazione che stimolano e aiutano la crescita a livello scolastico, personale e affettivo di ogni bambino e ragazzo. In linea con l’obiettivo di sostegno globale del bambino o del ragazzo, non è sufficiente la partecipazione di educatori professionali e di volontari e la collaborazione con la scuola e la parrocchia. È fondamentale il filo diretto con i genitori e le famiglie. La famiglia è la fonte primaria dalla quale ogni bambino e ragazzo attinge l’acqua della sua educazione, della sua personalità e della sua sfera emozionale e come tale è necessariamente coinvolta nella collaborazione con il doposcuola. Il primo contatto con la famiglia avviene all’atto dell’iscrizione del bambino o del ragazzo, un importante momento di conoscenza. Durante il primo colloquio si pongono le premesse per una successiva collaborazione richiedendo anche al genitore di sottoscrivere il “contratto”. Nel corso dell’anno sono previsti colloqui tra operatori e genitori in caso di necessità, di fatti gravi o, al contrario, di cambiamenti positivi. Il rapporto con la famiglia prevede inoltre la comunicazione di avvisi, gli inviti di eventi e manifestazioni per i bambini e i ragazzi, le proposte di uscite didattiche, ecc … Sottolineiamo, infine, che sul territorio il doposcuola ha la possibilità di configurarsi come interlocutore privilegiato con i genitori. Frequentemente infatti il rapporto tra la scuola e la famiglia dei ragazzi con difficoltà scolastiche è complicato dalla diffidenza reciproca: la scuola tende ad etichettare e giudicare la famiglia, a considerarla incapace; la famiglia a sua volta non riesce ad essere un interlocutore effettivo perché schiacciata da un lato dalla consapevolezza della propria inadeguatezza, dall’altro dalla propria carriera scolastica, spesso negativa come quella del figlio. I doposcuola possono svolgere una sorta di mediazione, accompagnando i genitori ai colloqui e sostenendoli nel loro compito educativo. Il “contratto” con la famiglia dei ragazzi che molti doposcuola stipulano può essere un primo utile aggancio. Spetta agli operatori instaurare modalità di dialogo non giudicanti e non inquisitorie, bensì improntate alla stima reciproca e alla collaborazione e non basate sull’accoglimento delle famiglie come “casi problematici”, perché i doposcuola non sono strutture deputate alla loro trattazione e perché per poter svolgere un compito del genere è necessario agire sulla base di competenze specialistiche e professionali che non sono facilmente reperibili. Alla luce di queste considerazioni è stata prevista un’area “Famiglia”, cioè uno spazio dedicato alla riflessione sul ruolo e sul coinvolgimento delle famiglie dei ragazzi che partecipano alle attività del doposcuola e alla raccolta di documenti, modelli, schede che possono essere utili nelle comunicazioni, nell’informazione, nei colloqui e in ogni tipo di relazione che permette di mantenere, con esse, un rapporto positivo in funzione del benessere dei minori.

Questionario genitori
Questionario sul doposcuola 1
Questionario sul doposcuola 2
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