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Area Patto Educativo

L’area denominata “Patto educativo” raccoglie i documenti che definiscono i rapporti con e tra gli operatori del doposcuola, i bambini/ragazzi che lo frequentano e le famiglie. Alcuni strumenti si riferiscono al ”Contratto”, ai modelli di accordo fra le parti; altri all’ “Iscrizione” con facsimile di schede di iscrizione ai servizi (compiti, laboratori, tempo libero …); altri ancora offrono alcuni esempi di “Regolamento”. Le distinzioni sono fittizie, poiché, ad esempio, i contratti di per sé definiscono i comportamenti attesi e chiariscono l’offerta educativa come in una sorta di regolamento. La scelta e l’uso dei documenti sono dunque legati alle esigenze del servizio. Il significato della parola patto è noto e indica un accordo o una convenzione fra due persone o fra più parti; poco nota, invece, è la sua etimologia, dal latino pactum, che ha la stessa radice della parola “pace”. Questo fatto non ci è indifferente, perché l’attività del doposcuola si inserisce quasi sempre in una situazione perturbata, a cui si cerca di ridare un senso e un equilibrio per sostenere una persona in crescita. Il patto educativo caratterizza fortemente l’attività dei doposcuola, che non è solo il luogo dove si fanno i compiti ma anche quello dove si sperimentano relazioni “sufficientemente buone” con i coetanei e gli educatori, in modo da apprendere strategie didattiche e modelli di relazione socio-affettivi da riportare nella quotidianità scolastica e familiare. Il doposcuola è un’attività scelta e non imposta, perciò è un accordo, a volte faticoso e difficile, rimesso in discussione più volte e ricontrattato durante l’anno, in cui si chiede ai nostri bambini e ragazzi prima di tutto di esserci e di esserci in modo consapevole e disponibile; in questo percorso si coinvolge la famiglia che avalla e si impegna a sostenere l’impegno preso dal figlio. Di conseguenza siglare un patto educativo significa mettere al centro del progetto le singole persone e le loro esigenze prima delle iniziative educativo - didattiche e al di là delle scadenze o dei programmi; significa poi che prima della firma c’è un incontro e uno scambio, una richiesta d’aiuto e un’offerta tesa a rispondere in modo positivo e a mettere in moto un modello circolare di comunicazione che coinvolga anche gli insegnanti e le figure educative significative (una nonna che supplisce la figura materna, un’amica che agisce da mediatore culturale, la neuropsichiatria della ASL …). Il patto educativo deve chiarire poi le aspettative e la reale richiesta delle persone che ci interpellano e per fare questo è necessaria un’accurata e precisa analisi della domanda, vale a dire che bisogna sapere ascoltare oltre le parole e i bisogni esplicitati. Il patto educativo, infine, è l’ultimo atto di un incontro e di uno scambio ed è anche il primo di un nuovo tratto di viaggio che si apre davanti a noi e da percorrere insieme, fino alla prossima piazzola si sosta.

Iscrizione 1
Iscrizione 2
Iscrizione altre attività
Regolamento 1
Regolamento 2
Contratto 1
Contratto 2
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