Piccolo dizionario del terremoto
Epicentro: si trova sulla verticale dell’ipocentro e indica il punto sulla superficie terrestre dove è più forte lo scuotimento provocato dal passaggio delle onde sismiche.
Esposizione: predisposizione di una determinata area di subire danni (economico, in vite umane, ai beni culturali, ecc...) a maggiore o minore presenza di beni a rischio.
Intensità macrosismica: è espressa dalla scala Mercalli e classifica gli effetti macroscopici provocati da un terremoto. L’intensità non può essere considerata una misura oggettiva della grandezza del terremoto, poiché è legata al luogo che si considera e ai modi con i quali l’uomo ha occupato tale territorio.
Ipocentro: indica il volume di roccia in profondità dove ha origine il terremoto e dal quale le onde sismiche si propagano in tutte le direzioni.
Magnitudo: è l’unità di misura che permette di esprimere l’energia rilasciata da un dato terremoto attraverso un valore numerico della scala Richter.
Onde sismiche: sono onde che si propagano sfericamente attraverso il globo terrestre a partire dall’ipocentro, e sono generate da un terremoto, da attività vulcanica o artificialmente ad opera dell' uomo tramite un'esplosione o un'altra forma d’energizzazione del terreno.
Pericolosità sismica: un territorio ha una pericolosità sismica tanto più elevata quanto più probabile è, a parità d’intervallo di tempo considerato, il verificarsi di un terremoto di un determinato magnitudo.
Periodo sismico: sequenza di scosse che talvolta precedono e quasi sempre seguono la scossa principale di un dato terremoto.
Repliche: (chiamate comunemente scosse d’assestamento) sono eventi secondari, non necessariamente meno distruttivi, che seguono la scossa principale nei terremoti di maggiore magnitudo.
Rischio sismico: è determinato da una combinazione della pericolosità, della vulnerabilità e dell’esposizione, ed è la misura dei danni che, in base al tipo di sismicità, di resistenza delle costruzioni e di antropizzazione, ci si può attendere in un dato intervallo di tempo.
Scala Mercalli: elaborata da Giuseppe Mercalli nel 1902, esprime in gradi l’intensità macrosismica misurando gli effetti provocati da un terremoto.
Scala Richter: sviluppata da Charles Richter nel 1935, misura l'energia rilasciata dal fenomeno sismico su base puramente strumentale attraverso un valore numerico.
Sciame sismico: serie di scosse sismiche di modesta intensità che occorrono in una medesima zona e in un intervallo di tempo non ampio, senza precisi caratteri di regolarità.
Sismicità: è una caratteristica fisica del territorio, al pari del clima, dei rilievi montuosi e dei corsi d’acqua, e rappresenta la frequenza e forza con cui si manifestano i terremoti.
Sismometro: strumento che registra le oscillazioni del terreno durante una scossa sismica anche a grandissima distanza dall’ipocentro, permettendo di misurarne il magnitudo.
Terremoto: è una vibrazione della crosta terrestre che si manifesta quando la tensione risultante dal movimento della superficie terrestre eccede la capacità del materiale di sopportarla. Esso è provocato da un'improvvisa liberazione d’energia in un punto profondo della crosta terrestre da cui si propagano in tutte le direzioni una serie di onde elastiche, dette "onde sismiche". Il terremoto è un fenomeno naturale inevitabile e imprevedibile; esso è anche chiamato scossa tellurica, sisma o evento sismico.
Vulnerabilità: predisposizione di una costruzione ad essere danneggiata da una scossa sismica. Quanto più un edificio è vulnerabile tanto maggiori saranno le conseguenze che ci si deve aspettare in seguito alle oscillazioni cui la struttura sarà sottoposta.
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