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Caritas e i terremoti

Lo stile di una presenza

Intereventi a lungo termine.
Rivolti alle fasce più deboli della popolazione.
Con l’obiettivo di riabilitare le comunità colpite dalla tragedia e favorire la loro crescita e autonomia dopo la fase emergenziale.


Queste sono le linee di fondo dell’impegno della rete Caritas per fronteggiare il dramma del terremoto. Questi criteri, riconfermati dai vertici di Caritas italiana anche nella prima riunione operativa che si è svolta lunedì 6 aprile a L’Aquila, sono gli stessi che hanno guidato Caritas Ambrosiana durante gli ultimi terremoti: Umbria e Marche nel ’97, Molise nel 2002.

L'esempio dell'intervento in Molise
In Molise nel 2002, Caritas Ambrosiana ha sviluppato un programma articolato in diversi ambiti di intervento e progetti che si è sviluppato lungo tre anni a fianco delle comunità di San Giuliano di Puglia, Colletorto e Larino.
L’intervento è stato rafforzato grazie alla modalità di intervento che Caritas chiama gemellaggio che prevede la presenza costante di molti volontari e un’attenzione alla relazione con le popolazioni colpite dal terremoto. L’attività di gemellaggio è stata coordinata da una equipe di operatori Caritas. Durante i tre anni di lavoro l’equipe ha incontrato la gente del posto, i parroci, ascoltato le loro richieste, compreso le loro necessità e avviato un piano suddiviso in tre programmi generali (“Ricominciamo”, “Insieme per la Comunità”, “Non solo terremoto”) al cui interno erano previsti diversi progetti.

Ricominciamo (post-emergenza)
Rientrano in questo programma le azioni in risposta ai bisogni emergenti e rilevati nell’immediata post-emergenza. Si tratta in particolare di progetti che aiutano le comunità a ricominciare una vita sociale e relazionale al di là dell’evento sismico.
Nel caso specifico è stata allestita una tensostruttura e un’area container che hanno consentito alle comunità di riprendere le attività pastorali e sociali e soprattutto di ritrovare luoghi di incontro che il terremoto aveva cancellato.

Insieme per la Comunità (riabilitazione)
In questo programma sono compresi tutti quei progetti che, terminata la fase post-emergenza, danno impulso alle capacità riabilitative della comunità. In particolare nel caso specifico ci si è concentrati in tre ambiti:
a) Il volontariato a favore dei vulnerabili. Gli anziani e i minori più di altri avvertono, in seguito ad eventi traumatici, il venir meno di alcuni punti di riferimento: il vicinato, gli spazi di vita quotidiana, la rete delle fondamentali relazioni sociali. Nel caso specifico l’impegno è stato volto a formare il volontariato locale affinché affiancasse queste fasce più vulnerabili della popolazione.
b) Microcredito per l’economia di comunità. Ogni sisma interrompe le normali e consolidate relazioni economiche. Occorre ricostruire, prima di tutto, la fiducia tra le persone e stimolare lo spirito di intrapresa per rimediare ai danni subiti. A questi obiettivi ha riposto un vasto programma di microcredito.
c) Spazi di incontro e socializzazione. La distruzione dei luoghi di incontro tradizionali rischia di pregiudicare irreparabilmente anche la vita sociale che è l’anima autentica di ogni comunità. Anche grazie alle risorse locali, sono state allestiti centri ricreativi, promosse iniziative culturali e di socializzazione volte al recupero della propria identità.

Non solo terremoto (autonomia)
La presenza quotidiana nelle comunità gemellate e l’accompagnamento nelle attività sono state occasione per conoscere bisogni differenti da quelli collegati strettamente al terremoto, ma che dal sisma sono stati acuiti. In questa fase si sviluppano progetti che offrono sostengo e avviano all’autonomia le comunità gemellate e favoriscono lo scambio e la conoscenza reciproca tra chi è stato colpito della tragedia e chi è stato loro accanto.

Rendiconto
A favore delle popolazioni terremotate delle tre comunità gemellate, tra il 2002 e il 2005, le Caritas Lombarde hanno impegnato 1.565.008, 54 euro. Alla fase post-emergenza “Ricominciamo” sono stati destinati 193.431,85 euro (12,36%), alla fase riabilitativa “Insieme per la comunità” 1.315.322,71 euro (84,05%), a quella volta all’autonomia “Non solo terremoto” 56.253,98 euro (3,58%). Di queste risorse l’80,5% (1.259.637,37) sono state impegnate per gli interventi strutturali, il 10,99% per gli interventi socio economici (171.877,25), l’8,43% (133.493,92 euro) per gli interventi socio pastorali.

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