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Progetto rete e rapporto povertà   versione testuale
Convegno "Riconciliazione e giustizia"
«Giustizia e pace si baceranno» (Sal. 85)
Roma, Caritas Italiana 25-27 novembre 2004

Don Giancarlo Perego, responsabile Area Nazionale Caritas Italiana

La Giustizia sociale

A. La seconda giornata del nostro Convegno riparte con un’attenzione particolare e specifica alla Giustizia intesa come uno dei quattro cardini – insieme alla verità alla libertà e all’amore - della dignità della persona nella vita sociale, così come richiamato dall’enciclica "Pacem in terris" di Giovanni XXIII (ricordata lo scorso anno nel Convegno di Bergamo) e dal Concilio Vaticano II nella "Gaudium et spes" (n.26). Per giustizia – nella sua classica formulazione ripresa dal recente "Compendio della dottrina sociale" – intendiamo «la costante e ferma volontà di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto»: da qui la giustizia in senso soggettivo diventa riconoscere l’altro come persona e sul piano oggettivo è un criterio basilare della moralità sociale. Nel Magistero sociale recente ha acquistato un significato particolare la giustizia sociale, strettamente connessa con la questione sociale che oggi ha una dimensione non solo nazionale (come nella seconda metà dell’800 e i primi decenni del ‘900), ma ha assunto una dimensione mondiale, sia sul piano sociale, economico e politico, ma anche sul piano delle strutture, degli organismi internazionali e della interdipendenza tra i popoli.

B. Sulla consapevolezza che la giustizia sociale non è frutto del dettato di legge, ma dell’identità profonda della persona umana e che la pace è frutto della giustizia e della solidarietà, cammina anche la storia e la vita di Caritas Italiana e delle Caritas diocesane: con l’incontro e l’ascolto degli ultimi, l’azione di advocacy per le persone sfruttate, oppresse, dimenticate, invisibili, la denuncia, l’obiezione di coscienza, la ricerca, i progetti in Italia e all’estero, i servizi segno, le nuove forme di servizio cariche di gratuità, di professionalità, di consacrazione, i percorsi e le proposte educative, la responsabilità diffusa.

Il Progetto rete

C. In questo cammino di Caritas è nata l’esigenza di un progetto denominato "Progetto rete", che vuole raccogliere e rilanciare come una sfida pastorale e sociale l’attesa della povera gente che incontriamo nella fitta rete dei nostri Centri di Ascolto diocesani e parrocchiali.
Un progetto, che ha solo poco piu di un anno, ma che viaggia velocemente e soprattutto sembra rispondere alla domanda forte di rinnovare l’attenzione della comunità a dar voce a chi non ha voce.
D. Un progetto che ha un metodo pastorale di riferimento: ascoltare osservare e discernere. Un metodo in cui i tre momenti sono distinti, ma in stretta correlazione tra loro se si vogliono evitare alcuni pericoli (individualismo e psicologismo, sociologismo, assistenzialismo, idealismi…).
Un progetto che ha valorizzato alcuni strumenti pastorali: i Centri di Ascolto e le relazioni sociali (le visite, gli incontri familiari, i colloqui…), l’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse e ogni altra osservazione intelligente, il laboratorio Caritas parrocchiale con la scelta di gesti, di segni, di obiezioni, di azioni, di cammini educativi e di aggiornamento. Un progetto che guarda insieme, in una relazione dialogica a cui ci ha abituati la "Gaudium et spes", la Chiesa e il territorio. La chiesa è dentro il territorio e non separata. Questo chiede l’impegno di una ricaduta di dati, azioni sulle istituzioni, ma soprattutto la partecipazione ai luoghi di elaborazione sociale e politica (tavoli territoriali, piani di zona…).

Un progetto che ha un linguaggio faticosamente condiviso. Oggi possiamo dire oltre il 70% delle Caritas in Italia usano un’unica classificazione capace di raccogliere bisogni richieste interventi da Aosta a Trapani offrendo la possibilità di promuovere stili di ascolto. Un progetto che guarda a quattro livelli d’azione: parrocchiale, diocesano e regionale, nazionale: per condividere, per rispondere, per l’efficacia di un’azione. Ci sono problemi sociali e di giustizia che possono trovare risposta solo ad altri livelli di elaborazione e azione.

Infine il progetto ha dato valore agli incontri e ai numeri. Il Progetto rete è basato su incontri e numeri sintetizzati nel dossier parrocchiale, diocesano, regionale e nazionale. Incontri e numeri sono nel progetto punti di partenza importanti, che vanno sempre più affinati nello stile (ascolto), nella precisione (osservatorio).

La tavola rotonda

Incontri e numeri hanno senso se cambiano, se convertono, se responsabilizzano: in una parola se animano la chiesa e il territorio all’interno di un percorso fortemente segnato dalla dimensione educativa.
Da qui l’idea di darci un tempo, degli obiettivi, delle modalità condivise fra regioni, a livello nazionale, capaci di trasformare la nostra azione di incontro e le nostre analisi. Stamani proveremo a rileggere questo in termini di analisi, di approfondimento, di percorsi. Grazie al lavoro di 9 delegazioni regionali (11 regioni civili) espressione di quasi i due terzi delle Caritas diocesane in Italia, alla rilevazione nazionale (grazie all’ufficio studi di Caritas Italiana) che ha coinvolto oltre 72 diocesi (le cui sintesi sono in cartellina) siamo in grado di condividere con voi oggi le fatiche, le domande, i bisogni di almeno 24.065 persone.
24.000 incontri che sono oggetto di un lavoro interessante, articolato, ma che sta ai primi passi e che vuole essere un primo tentativo strutturato di riportare alla comunità ecclesiale e civile quell’enorme ricchezza che per noi sono gli incontri con i poveri. 24.000 uomini e donne che hanno bussato alle porte dei nostri Centri di Ascolto raccontandoci storie di esclusione nascosta (come, "cittadini invisibili", "vuoti a perdere" per richiamare i titoli degli ultimi nostri rapporti sull’esclusione sociale), che non sempre emergono nelle statistiche e ricerche ufficiali o nei media, ma che pure sono parte importante per una società che deve partire necessariamente dagli ultimi. 24.000 storie che chiedono spesso cose, che dicono bisogni, ma anche che parlano, invocano con forza una giustizia sociale da costruita nel quotidiano promuovendo percorsi, riflessioni, piani e tavoli, esperienze che vadano a cogliere le radici, le cause oltre che sanare le ferite della società.

Per rileggere e approfondire questo tesoro di incontri e di dati abbiamo chiamato 4 persone non solo competenti, ma anche persone vicine, amiche con cui tante volte abbiamo condiviso come Caritas nazionale e con le Caritas diocesane analisi interessanti, studi coinvolgenti, progetti significativi che nascono da una passione comune per l’uomo, per una società più giusta.
La prof.ssa Corradi, il prof. Magatti, il prof. Fantozzi, il prof. Rovati – che ringraziamo di essere intervenuti - ci aiuteranno stamani a leggere fra i dati che il servizio studi di Caritas Italiana ha fornito principalmente sulla base dei dati dei dossier regionali.
Tre ambiti di riflessione saranno al centro dell’alternarsi degli esperti:
quale è il profilo di povertà che emerge nella macroregione oggetto di analisi?
quale è il rapporto fra l’analisi emersa e le ricerche sulle povertà ?
come sviluppare il lavoro di analisi e ricerca condotto sino ad ora (consigli metodologici)?
Il lavoro continuerà nei gruppi di studio del pomeriggio, che hanno lo scopo di ordinare, leggere, raccontare incontri e numeri perché maturi una consapevolezza "aggiornata", puntuale sulla povertà e sulle risorse sia nella comunità che sul territorio, così da lavorare per una effettiva, universale giustizia sociale.