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Presentazione della pubblicazione "Chiese sorelle, nella solidarietà"   versione testuale

 

È stata presentata la mattina di venerdì 29 maggio a Firenze la pubblicazione "Chiese sorelle, nella solidarietà", un decalogo per conoscersi meglio e camminare insieme nella pastorale della Carità. Lo ha fatto Caritas Italiana nel corso della VI edizione di "Terra Futura", la mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di vita, di governo e di impresa verso un futuro equo e sostenibile che si svolge nella Fortezza da Basso dal 29 al 31 maggio.

Il sussidio raccoglie i risultati di una lunga riflessione che Caritas Italiana ha condotto in molti anni di esperienza internazionale con le Chiese sorelle in varie parti del mondo, sia nell'emergenza che nella cooperazione allo sviluppo. «Il sussidio – spiega Paolo Beccegato, responsabile dell'Area internazionale di Caritas Italiana – si pone l'obiettivo di tracciare delle linee guida per comprendere il mandato e l'operatività delle organizzazioni ecclesiali di cooperazione internazionale e per lavorare insieme a servizio degli ultimi. In questo senso, potremmo dire che il sussidio ha un alto tasso di innovazione».

Da qui le dieci linee guida individuate nella pubblicazione che cercano di evidenziare le buone prassi operative nell'ambito della solidarietà internazionale e tradurre concetti e metodologie già presenti nel mondo delle organizzazioni internazionali in un "linguaggio pastorale".

Le dieci dimensioni di analisi sono basate in via preliminare sull'osservazione delle povertà e delle risorse presenti, sull'ascolto e lo studio dei metodi operativi attuati dall'organizzazione partner per innescare così un meccanismo di promozione umana ed emancipazione dalla povertà.

Il sussidio ruota tutto attorno allo sviluppo di tre attività centrali: aiuti d’emergenza e progetti di sviluppo, iniziative di animazione e sensibilizzazione per la promozione della “testimonianza della carità della comunità ecclesiale locale, azioni di lobby per lo sviluppo di una dimensione “politica” della solidarietà nei confronti delle istituzioni pubbliche. Nell'affrontare i mille volti della povertà infatti, non si può agire da soli. Vi sono responsabilità che toccano la gestione del potere, la distribuzione delle risorse, la tutela dei diritti umani.