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Martedì 2 Luglio 2013
Papa Francesco visita Lampedusa   versione testuale
 
L'8 luglio Papa Francesco ha visitato l’isola di Lampedusa. «Ho sentito che dovevo venire qui oggi a pregare - ha detto nella sua omelia (vai al video) -, a compiere un gesto di vicinanza, ma anche a risvegliare le nostre coscienze perché ciò che è accaduto non si ripeta, non si ripeta per favore». «Siamo una società che ha dimenticato l’esperienza del piangere, del “patire con”: la globalizzazione dell’indifferenza ci ha tolto la capacità di piangere!», ha poi detto ancora.
 
Al termine della sua visita, come segno di fraterna solidarietà ai bisogni dei poveri e degli immigrati della diocesi e dell’isola di Lampedusa, il Santo  Padre ha consegnato all’Arcivescovo, mons. Francesco Montenegro, ed a don Stefano Nastasi un obolo rispettivamente per la Caritas diocesana e per le necessità della parrocchia san Gerlando di Lampedusa.
 
Per don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana (vedi La Stampa), “quel richiamo alla globalizzazione dell’indifferenza dovremmo sentirlo tutti come uno schiaffo per ciò che non abbiamo fatto e uno sprone ad accogliere, ad ascoltare i nostri fratelli, a fare di più”. “Il Papa - prosegue don Soddu - ci sta dicendo con le parole e con i gesti come deve essere un cristiano: una persona che non accetta mediazioni,  ma che va direttamente verso i fratelli. A Lampedusa il Papa ha vissuto in prima persona ciò che ci sta chiedendo di essere. Francesco chiede ai cristiani, alla Chiesa, alla Caritas di toccare e di essere accoglienti nei confronti della carne viva dei nostri fratelli bisognosi, strumento chiaro di una risposta della Chiesa e di Dio agli uomini . Il Papa stesso si fa garante della presenza di Dio. Lui stesso si pone come mediazione, come rappresentante di Cristo sulla terra”.  Dopo questa visita nessun cristiano potrà più dire della questione immigrazione: ‘Non è affar mio, non mi riguarda’", conclude il direttore di Caritas Italiana.
 
Un appello «per i numerosi profughi, che attendono aiuto e consolazione», papa Francesco lo aveva già lanciato nel Messaggio Urbi et Orbi, parlando in particolare della Siria, ed ha poi a più riprese riportato l’attenzione sul dramma dei migranti e dei loro viaggi della speranza.
 
porta LampedusaIl presidente e il direttore di Caritas Italiana, S.E. Mons. Giuseppe Merisi e don Francesco Soddu, avevano accolto con soddisfazione e riconoscenza l’annuncio della visita di Papa Francesco a Lampedusa. Nella stessa giornata del viaggio le Caritas diocesane di tutta Italia hanno accompagnato il viaggio del Santo del Padre uniti nella preghiera, prevedendo dei momenti specifici in cui invocare insieme l’aiuto di Dio perché - come ricorda don Francesco Soddu -, «non anneghi nel nostro cuore e nel cuore del mondo, la pace fondata sulla giustizia e sul rispetto di ogni persona e di ogni popolo».
 
Sin dall’avvio della cosiddetta emergenza Nord Africa, infatti Caritas Italiana si è mobilitata e le Caritas diocesane si sono fatte carico dell’accoglienza di circa 3.000 persone. Un impegno certo non facile: dal lavoro in banchina a Lampedusa e sui binari di Ventimiglia, per passare all’accoglienza diffusa su tutto il territorio nazionale, fino alla costante interlocuzione con le istituzioni locali e nazionali. L’emergenza è stata dichiarata formalmente conclusa, ma l’impegno delle Caritas sul territorio continua, mentre le ripetute crisi internazionali, dalla Siria all’Egitto, rischiano di richiedere nuovi sforzi sul fronte della tutela e dell’accoglienza.