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XXV anniversario della Caritas di Roma   versione testuale
Presentazione del "Dossier Statistico Immigrazione 2004" Caritas-Migrantes
 
Mons. Guerino Di Tora, direttore Caritas diocesana di Roma
 
Parlo anche a nome degli altri membri della Presidenza del "Dossier Statistico Immigrazione", mons. Vittorio Nozza della Caritas Italiana e mons. Luigi Petris della Fondazione Migrantes (qui rappresentato da P. Bruno Mioli), che hanno lasciato a me il compito di introdurre questa presentazione, perché cade nell’ambito delle celebrazioni del XXV anniversario della Caritas diocesana di Roma.

La Caritas di Roma, costituita nel 1981 e diretta per tanti anni da quella figura eccezionale che fu mons. Luigi Di Liegro, ha dedicato fin dall’inizio grande attenzione all’immigrazione, con la creazione di servizi e anche con l’impegno nello studio. Chi è interessato, potrà ritirare al Vicariato il nostro Annuario del XXV in cui ripercorriamo questo quarto di secolo vissuto insieme, dove viene evidenziato quanto negli anni si è fatto per studiare l’immigrazione a Roma specialmente in collaborazione con la Facoltà di Sociologia dell’Università La Sapienza.

"Il Dossier Statistico Immigrazione" nasce nel 1991 insieme ad un altro grande progetto, il "Forum per l’intercultura". Vicine a Franco Pittau furono eccezionali figure di operatori pastorali e studiosi, come Giuseppe Lucrezio Monticelli della Fondazione Migrantes e lo scalabriniano Gianfausto Rosoli. Si sono poi aggiunti diversi obiettori di coscienza, approdati alla Caritas per prestare il loro servizio civile e rimasti attratti da questo particolare tipo di servizio svolto attraverso la raccolta e il commento dei dati statistici sull’immigrazione.

Sarebbe esagerato dire che non ci sono stati momenti di difficoltà, non solo organizzative e finanziarie, ma anche di rapporti, specialmente perché il crudo linguaggio dei numeri talvolta è difficile da accettare. Penso però si sia capito che questo sussidio non è contro nessuno ma è concepito solo per capire meglio l’immigrazione, utilizzando tutti gli archivi e all’occorrenza facendo delle stime. Da diversi anni il "Dossier" è diventato un "prodotto" ufficiale degli organismi ecclesiali competenti nel settore delle migrazioni, la Caritas Italiana e la Fondazione Migrantes.
Nel mentre è stata potenziata la rete dei redattori, anche a livello regionale, e il "Dossier" si è aperto alla collaborazione di Ministeri, a partire da quello dell’Interno, organismi internazionali, Cnel, Istituti Previdenziali e Sociali, Enti Locali, Osservatori sull’immigrazione, Università, Associazioni, Sindacati e Testate dedicate all’immigrazione: la nostra vocazione è quella di lavorare insieme e di sensibilizzare a questo importante fenomeno sociale, da alcuni studiosi ritenuto non a torto il più importante della società italiana di oggi. In questa occasione, per dissipare i possibili malintesi derivanti da qualche titolo ad effetto, sento doveroso esprimere la più sentita riconoscenza al Ministero dell’Interno che da 14 anni ci mette a disposizione i dati che costituiscono la base più importante del nostro Rapporto.

Il "Dossier" è un sussidio per la sensibilizzazione, che quest’oggi è in corso di presentazione in altre 12 città italiane, da Palermo a Bolzano, e successivamente è destinato a fare il giro in tutta l’Italia. Vi abbiamo invitati così numerosi, autorità e operatori, italiani e immigrati, mondo sociale e mondo della scuola, per farvi partecipi del dibattito e delle scelte sull’immigrazione. Il Rapporto, come voi sapete, cerca di raccogliere e interpretare i dati correttamente dal punto di vista statistico. L’unica parte in cui si deroga a questa impostazione è l’introduzione redatta dalla Presidenza.

In tale introduzione sosteniamo che l’immigrazione va presentata come un’opportunità per rimediare ad alcune carenze del passato, affrontare meglio il presente e aprirci con maggiore fiducia al futuro. La nostra introduzione è imperniata su tre parole chiave: programmare realisticamente e funzionalmente, superando gli eccessivi margini di precarietà ai quali la normativa attuale sottomette i progetti migratori; accogliere con maggiore apertura, ovviamente nel pieno rispetto delle nostre regole di convivenza ma senza colpevolizzare la diversità; integrare gli immigrati, evitando che essi restino "cittadini senza cittadinanza", con scarse garanzie riguardo al soggiorno, ai diritti sociali, all’inserimento loro e dei loro figli.
Constatiamo che a mancare è spesso l’atteggiamento di incontro e di valorizzazione dell’altro: diverse indagini sociologiche ci mostrano che i "nuovi cittadini" si sentono inquadrati come unità necessarie al sistema produttivo ma scarsamente apprezzati come persone.

Siamo convinti che la politica migratoria vada inquadrata in un’ottica europea, fatta non solo di controlli e di prevenzione ma anche di effettiva collaborazione con i paesi di partenza e con politiche più efficaci di inserimento, altrimenti il nostro continente diventerà più mediocre, più povero, più debole, più vecchio: lo ha detto il segretario generale dell’Onu Kofi Annan e lo si deduce anche dai dati riportati nel "Dossier".

Non entro nel merito di questo Magistero, che ci verrà illustrato dall’Arcivescovo Paolo Romeo, Nunzio Apostolico presso lo Stato Italiano, che con la sua presenza ha voluto onorare questo incontro e il nostro XXV anniversario: a lui abbiamo chiesto di illustrarci la posizione del Papa sull’attuale fenomeno migratorio e anche di entrare nel merito del cruciale problema della convivenza e del dialogo tra religioni differenti.

Sempre legata al XXV della Caritas di Roma è la gradita presenza del sindaco di Roma on. Walter Veltroni. La nostra tradizionale disponibilità a confrontarci con i rappresentanti del Governo viene così completata con l’apertura ai rappresentanti degli Enti Locali, che portano più direttamente la responsabilità delle politiche di integrazione: ricordiamo che Roma, per numero di immigrati, è anche la capitale dell’immigrazione e non vi poteva essere scelta più significativa.

Le relazioni introduttive verranno svolte da Franco Pittau, il decano della nostra équipe, che a nome del Comitato scientifico e della Redazione avrà l’incarico di riassumere - in poco tempo - i punti salienti del nuovo Rapporto sull’immigrazione, e da Liliana Ocmin Alvarez, un’operatrice sindacale che a nome di Cgil-Cisl-Uil illustrerà gli aspetti di tutela che più stanno a cuore alle organizzazioni sindacali e che verranno mediati attraverso la sua specifica esperienza di immigrata. Verrà proiettato il video "Dossier Statistico Immigrazione 2004 – Società aperta, società dinamica e sicura", realizzato Rai News 24. Il video dello scorso anno è stato utilizzato in Italia e all’estero in più di 100 presentazioni e ha riscosso un caloroso apprezzamento: così sarà anche quest’anno e perciò, per la preziosa collaborazione, ringraziamo il direttore, dottor Roberto Morrione, che dopo la proiezione farà anche un commento partendo dalla sua ottica di giornalista.

Il XXV della Caritas di Roma meritava qualche realizzazione speciale. Il "Dossier", a partire da quest’anno, dedicherà un capitolo speciale all’immigrazione nella Capitale. A nostra volta abbiamo deciso di costituire un "Osservatorio Romano Socio-statistico sull’Immigrazione". Ci proponiamo, contando sull’aiuto delle strutture pubbliche e in collaborazione con quanti già operano al riguardo, di incrementare l’attenzione su questo grande fenomeno sociale.


Roma, 27 ottobre 2004