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Martedì 19 Maggio 2020
Rinvio al nuovo anno scolastico del Concorso Caritas-Miur. Cittadini per una cultura dell'incontro: dai social alla comunità umana.   versione testuale
In considerazione della situazione di emergenza legata al coronavirus e alla conseguente chiusura delle scuole, si è deciso di rinviare al nuovo anno scolastico, al 28 febbraio 2021 il termine per l'invio delle schede di partecipazione e degli elaborati, alla casella concorso.miur@caritas.it.
Il tema del concorso, “Cittadini per una cultura dell’incontro: dai social alla comunità umana”, resta comunque valido, anche alla luce dell'emergenza ppandemia, tanto più che insiste sulla necessità di lavorare per ristabilire relazioni autentiche e costruire una vera cultura dell’incontro che vinca la cultura dell’indifferenza. 
 
Tutti i lavori già pervenuti verranno comunque valutati.
 
Ogni e-mail inviata all’indirizzo di posta del concorso potrà contenere un unico elaborato (foto/disegno, testo o video/spot) e dovrà riportare in oggetto la modalità prescelta e il grado dell’istituzione scolastica di appartenenza
 
 
Per questo anno scolastico Caritas Italiana e MIUR propongono un concorso per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado di istruzione. Il tema del concorso è: “Cittadini per una cultura dell’incontro: dai social alla comunità umana”. Oggi sempre più spesso le persone si incrociano fra loro, ma non si incontrano. Ognuno, pensa a sé, vede ma non guarda, sente ma non ascolta. Occorre dunque lavorare per ristabilire relazioni autentiche e costruire una vera cultura dell’incontro che vinca la cultura dell’indifferenza. La scuola può e deve essere palestra di allenamento alla comunicazione e alla relazione: se io non mi fermo, se io non guardo, se io non tocco, se io non parlo, non posso fare un incontro vero e non posso contribuire a costruire una cultura dell’incontro. È necessario l’impegno personale, comunitario e di cittadini. In primis cittadini di un’Europa che deve essere davvero “casa comune”, in grado di promuovere un cambiamento radicale di mentalità e di recuperare “la capacità di integrare, la capacità di dialogare e la capacità di generare”. Un’Europa che unisce. E poi, in senso più ampio, cittadini del mondo, capaci di  pensare globalmente agire localmente. La sfida è innanzitutto educativa e culturale  e poi certo anche politica o meglio di politiche.