Non sono solo numeri, ma storie e volti. Il bilancio sociale della CARITAS DIOCESANA DI UGENTO-SANTA MARIA DI LEUCA presieduta dal vescovo monsignor Vito Angiuli e diretta da don Lucio Ciardo, restituisce l’immagine di un territorio attraversato da povertà economiche, lavorative e abitative sempre più complesse.
Il titolo scelto, “Fili d’erba nelle crepe”, racconta il senso di un impegno che si muove tra fragilità strutturali e segni di speranza. Nel corso del 2024 sono state raggiunte centinaia di persone attraverso i servizi diocesani: la difficoltà più diffusa resta l’accesso a un lavoro stabile e dignitoso, soprattutto per chi ha un basso livello di scolarizzazione, mentre una quota significativa degli utenti vive una condizione di disagio economico tale da rendere necessario il ricorso al sostegno alimentare. Tra le criticità più rilevanti emerge l’emergenza abitativa, che non riguarda più soltanto le persone migranti ma coinvolge anche giovani famiglie e nuclei fragili esclusi dall’accesso al credito.
Per rispondere alle situazioni di maggiore vulnerabilità, la Caritas diocesana ha rafforzato negli ultimi anni strumenti di pronto intervento sociale, realizzati in collaborazione con i servizi pubblici e gestiti attraverso il lavoro di rete degli enti ecclesiali e del terzo settore. Nel 2024 sono state prese in carico decine di persone, con interventi di accoglienza temporanea e percorsi di accompagnamento verso altri servizi. Accanto all’accoglienza abitativa resta centrale il servizio mensa, che continua a rappresentare non solo una risposta a un bisogno primario, ma anche un luogo di relazione e ascolto, in particolare per anziani e persone sole. Fondamentale è il ruolo delle Caritas parrocchiali, che costituiscono una rete capillare di prossimità e intercettano una fascia ampia di popolazione in situazione di fragilità.
Prosegue inoltre l’impegno della Caritas diocesana di Ugento–Santa Maria di Leuca nel microcredito per il sociale, per l’impresa e nel contrasto all’usura, rivolto alle persone non bancabili, spesso esposte anche al rischio dell’azzardopatia. I dati sul gioco d’azzardo, in costante crescita negli ultimi anni, pongono interrogativi urgenti sul piano educativo e sociale, soprattutto in relazione alle giovani generazioni. «Sono numeri che devono interpellare tutti, non solo chi opera nel sociale», ha sottolineato il direttore don Lucio Ciardo, richiamando la necessità di una riflessione condivisa. Particolare attenzione è rivolta ai giovani in condizione di inattività, accompagnati in percorsi di orientamento e inserimento lavorativo, nella convinzione che il lavoro sia uno strumento fondamentale per dare dignità ed includere nella vita attiva della comunità. La Caritas diocesana è inoltre impegnata nei servizi di accoglienza, ascolto e mediazione culturale, ispirata dal principio che nessuno è straniero.
Nel suo intervento conclusivo, il presidente monsignor Vito Angiuli ha richiamato il valore della collaborazione: «Le iniziative della Caritas non sono risolutive, ma sono opere segno che indicano una direzione. Serve una reale sinergia tra Chiesa, istituzioni e società civile». Un richiamo condiviso anche a livello nazionale, come ha sottolineato il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello, ribadendo la necessità di una corresponsabilità sociale capace di far compiere un salto di qualità all’azione di contrasto alle povertà, «passando dall’elemosina alla giustizia», e investendo in particolare sui giovani, nello studio e nella formazione, come leve fondamentali per costruire un futuro più giusto e inclusivo.
Aggiornato il 16 Gennaio 2026
