2 Settembre 2026

Nepal

La situazione

Il 26 agosto 2026 una devastante alluvione ha colpito il distretto di Rasuwa, nel nord del Nepal, lungo il sistema fluviale Bhote Koshi–Trishuli–Narayani. Una massa improvvisa di acqua e detriti, originata dal collasso di un bacino temporaneo sul versante tibetano, ha travolto interi insediamenti senza lasciare il tempo per l’allerta.

Le comunità di Timure, Rasuwagadhi e Syabrubesi sono tra le più colpite, mentre gli effetti dell’alluvione si sono estesi fino ai distretti di Nuwakot, Dhading, Gorkha, Chitwan e Tanahun. Secondo gli ultimi dati delle autorità, 903 persone sono morte, 4.247 risultano disperse, oltre 10.451 sono state evacuate e 267 sono rimaste ferite.

Gravissimi i danni alle infrastrutture: 35 ponti carrabili, 45 ponti sospesi e oltre 40 chilometri di strade sono stati distrutti. Almeno 13 impianti idroelettrici sono stati gravemente danneggiati, con centinaia di lavoratori ancora dispersi. Colpiti anche i servizi essenziali: 38 scuole sono state danneggiate o distrutte, mentre strutture sanitarie, elettricità e telecomunicazioni hanno subito gravi interruzioni.

Le comunità colpite hanno urgente bisogno di cibo, acqua sicura, ripari, cure mediche e beni essenziali. Particolarmente vulnerabili sono bambini, donne e anziani. Almeno 18 scuole sono state distrutte e altre 20 danneggiate, lasciando circa 10 mila studenti senza spazi e materiali adeguati per continuare a studiare. Le autorità hanno dichiarato Rasuwa, Nuwakot e Dhading “aree di crisi” per tre mesi e hanno adottato una politica di coordinamento unico degli aiuti, la “one-door policy”.

Cosa sta facendo Caritas Nepal

Caritas Nepal è pienamente operativa nelle aree colpite e lavora in coordinamento con il Governo del Nepal, le autorità locali e Catholic Relief Services (CRS). Tre squadre sono già attive sul terreno.

Sono state attivate oltre 60 cucine comunitarie per garantire pasti alle famiglie colpite e sono in corso distribuzioni di beni essenziali, kit WASH, materiali sanitari e vestiario, oltre alla fornitura di medicine ai presidi sanitari locali. Caritas Nepal sta inoltre sostenendo il ripristino dei servizi igienici nelle scuole e avviando attività di cash-for-work per la rimozione dei detriti e la prima fase di ricostruzione.

Particolare attenzione è rivolta ai bambini e alle famiglie colpite, attraverso attività di supporto psicosociale e la distribuzione di materiali educativi. I partner locali stanno raggiungendo anche comunità isolate attraverso sentieri di montagna, fornendo beni essenziali, lampade solari e power bank e organizzando cucine comunitarie per gli sfollati.

Prospettive di intervento

Proseguimento della risposta di emergenza attraverso la distribuzione di cibo, acqua, beni essenziali e materiali WASH, insieme all’assistenza sanitaria e psicologica.

Realizzazione di ripari temporanei, centri educativi e interventi per il ripristino dei servizi scolastici e sanitari.

Sostegno alle famiglie sfollate e alle comunità più isolate, con particolare attenzione a bambini, donne e anziani.

Avvio di interventi di riabilitazione e ricostruzione, anche attraverso attività di cash-for-work per la rimozione dei detriti e il ripristino delle infrastrutture.

Cosa sta facendo Caritas Italiana

Caritas Italiana è in costante contatto con Caritas Nepal, con i rappresentanti della Chiesa cattolica nel Paese e con gli altri attori ecclesiali già partner in passato, per monitorare l’evoluzione della situazione e individuare i bisogni prioritari.

Grazie al supporto e alle donazioni ricevute, Caritas Italiana sta inviando una prima somma di emergenza a Caritas Nepal per sostenere la risposta immediata e accompagnare le comunità colpite nella fase di riabilitazione.

Caritas Italiana ribadisce l’indicazione di non inviare materiali, medicine, vestiti o cibo. In questa fase, il modo più efficace per contribuire è attraverso donazioni in denaro, che permettono di acquistare localmente quanto è realmente necessario e di raggiungere più rapidamente le persone colpite.

Aggiornato il 2 Settembre 2026