9 Settembre 2026

Di casa in casa

Una staffetta attraverso Verona che collega dieci luoghi della rete di accoglienza di Caritas diocesana

Sabato 19 settembre una staffetta attraverserà Verona collegando dieci luoghi della rete di accoglienza di Caritas diocesana. Un percorso per incontrare ospiti e volontari e sostenere la distribuzione dei kit scolastici attraverso gli Empori della Solidarietà.

Cinquanta chilometri per andare, letteralmente, di casa in casa. Non per arrivare prima degli altri, ma per collegare luoghi, persone e storie che ogni giorno compongono la rete di Caritas Verona.

Sabato 19 settembre una staffetta in dieci frazioni partirà alle 14 dal Vescovado per attraversare la città e fare ritorno nello stesso luogo. I punti di cambio saranno alcune delle strutture di accoglienza Caritas: non semplici tappe sportive, dunque, ma occasioni per entrare, incontrare ospiti e volontari e conoscere ciò che accade quotidianamente in questi luoghi.

L’iniziativa coinvolgerà la run community “Non per ultimi” di Caritas Verona, ma sarà aperta a corridori, run club e a chiunque voglia partecipare. Non sarà necessario percorrere tutti i 50 chilometri: ciascuno potrà prendere parte a una o più frazioni. E chi non correrà potrà raggiungere direttamente una delle case e attendere il passaggio della staffetta.

Una geografia diversa della città

La corsa diventa così un modo per scoprire un’altra Verona. Accanto alla città più conosciuta ce n’è una fatta di porte che si aprono ogni giorno, persone accolte, operatori, volontari e percorsi di ripartenza. Luoghi davanti ai quali spesso si passa senza sapere quali storie custodiscano.

Alla dimensione dell’incontro si aggiunge un obiettivo concreto. La staffetta sosterrà infatti una raccolta fondi per i kit scolastici distribuiti dagli Empori della Solidarietà di Caritas Verona.

Ogni anno, attraverso la rete degli Empori, vengono consegnati oltre mille kit. Zaini, quaderni, astucci e materiale didattico rappresentano una spesa difficile da sostenere per molte famiglie in situazione di fragilità economica. Garantire ai bambini ciò che serve per andare a scuola significa anche permettere loro di iniziare l’anno nelle stesse condizioni dei coetanei.

Il traguardo è stare insieme

La giornata si concluderà con una cena aperta a corridori, amici e sostenitori, a partire dalle 19.30, mentre l’arrivo della staffetta è previsto intorno alle 20.

Cinquanta chilometri, dunque, per unire luoghi che durante tutto l’anno accolgono e accompagnano. Una staffetta nella quale il testimone passa di mano in mano, ma il traguardo non è arrivare per primi: è incontrare una parte di città che spesso rimane nascosta e sostenere chi sta attraversando un tratto di strada più difficile.

Aggiornato il 9 Settembre 2026