Sostieni questa Iniziativa dei Cittadini Europei per garantire il diritto al cibo in tutta l’Unione Europea
L’obiettivo è ambizioso: raggiungere 1 milione di firme per chiedere all’Unione Europea di riconoscere formalmente il diritto al cibo e tradurlo in politiche concrete.
Perché è urgente
L’accesso a un’alimentazione adeguata, sicura, nutriente e sostenibile è un diritto umano fondamentale. Eppure oggi, in Europa, 1 persona su 5 non ha accesso a un’alimentazione adeguata.
Milioni di persone vivono condizioni di insicurezza alimentare o non possono permettersi una dieta sana. Allo stesso tempo, molti agricoltori e lavoratori del settore non riescono a vivere dignitosamente del proprio lavoro.
Il paradosso è evidente: mentre crescono le fragilità, pochi attori della filiera concentrano potere e profitti. I sistemi alimentari industriali contribuiscono ad aggravare:
- insicurezza alimentare
- crisi climatica
- sfruttamento del lavoro
- inquinamento ambientale
- sofferenza animale
Il cibo non può essere trattato esclusivamente come una merce. È relazione, dignità, giustizia.
Cosa chiediamo all’Unione Europea
Attraverso l’Iniziativa dei Cittadini Europei chiediamo che il diritto al cibo venga riconosciuto e integrato nel quadro giuridico e nelle politiche dell’UE, con effetti concreti sia nei Paesi membri sia nelle relazioni con gli altri Paesi.
- Le richieste della campagna
- Sancire il diritto al cibo nelle leggi e nelle politiche europee
- Sostenere i contadini e promuovere l’agroecologia
- Garantire prezzi equi e diete sane per tutti
- Rafforzare il benessere animale
- Contrastare la concentrazione della terra e i monopoli di mercato
- Vietare la speculazione sulle materie prime agricole
- Rafforzare e rendere coerenti le politiche alimentari europee
Perché firmare
Firmare significa assumersi una responsabilità.
Significa dire che la fame e la malnutrizione non sono inevitabili, ma il risultato di scelte economiche e politiche che possono e devono cambiare.
Il diritto al cibo riguarda chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese, ma riguarda anche il futuro dei territori, dei piccoli produttori, dell’ambiente, delle generazioni che verranno.
Aggiornato il 24 Febbraio 2026



