29 Agosto 2025

“Incontriamoci tutti, incontriamoci subito!”

Appello di cristiani, musulmani ed ebrei alle Istituzioni, ai cittadini e ai credenti in Italia

“L’odio e la violenza non hanno mai alcuna legittimità, portano solo alla diffusione della crudeltà di chi cura ambiguamente interessi paralleli volgarizzando e corrompendo le interpretazioni e la natura autentica dei testi sacri per benedire l’uso delle armi e organizzare la morte dell’altro”.

Parole contenute nell’“Appello alle Istituzioni italiane, ai cittadini e ai credenti in Italia”, diffuso il 29 agosto 2025 e sottoscritto dai rappresentanti delle tre religioni abramitiche. In particolare, tra i primi firmatari, le unioni delle comunità ebraiche e islamiche e la CEI.

“Questo appello nasce dalla convinzione dell’improrogabile necessità di favorire qualsiasi iniziativa di incontro per arginare l’odio, salvaguardare la convivenza, purificare il linguaggio e tessere la pace. Responsabilità di singoli e di soggetti collettivi! È un appello che esprime il tanto che unisce, messo a dura prova da quanto sta accadendo, ma nella certezza che il dialogo deve trovare le soluzioni a quanto umilia le nostre fedi e resistere”.

La dichiarazione – un passo di profezia nel buio contemporaneo – fa seguito ad altre iniziative significative:

  • la Marcia per la Pace del 5 dicembre 2023 a Bologna, guidata dal card. Matteo Zuppi, dal Presidente della Comunità Ebraica, Daniele De Paz, e dal Presidente dell’UCOII, Yassine Lafram, con la partecipazione di centinaia di cittadini;

  • il 23 luglio è stata infatti diffusa la dichiarazione congiunta “Fermi Tutti” dell’arcivescovo di Bologna, card. Matteo Zuppi, e del Presidente della Comunità Ebraica di Bologna, Daniele De Paz, “Sulla guerra a Gaza e sulla responsabilità comune per la pace”. Un appello ai credenti e ai cittadini a unire le proprie voci per reagire alla guerra in corso dentro la striscia di Gaza e gli attacchi su Israele: “Tacciano le armi, le operazioni militari in Gaza e il lancio di missili verso Israele. Siano liberati gli ostaggi e restituiti i corpi. Si sfamino gli affamati e siano garantite cure ai feriti”.
  • il 24 luglio la COREIS Italiana ha aderito all’appello inviando la lettera di sostegno “Incontriamoci tutti”, rivolta anche alla CEI, all’UCEI, all’Assemblea Rabbinica Italiana, all’arcivescovo di Milano e alla Senatrice Liliana Segre;
  • il 4 agosto anche il “Tavolo della Speranza”, costituito a Torino da rappresentanti cristiani, ebrei, musulmani e laici, ha sostenuto pubblicamente l’appello. “La coscienza dei credenti, indipendentemente dalla fede di appartenenza, non può non essere fortemente turbata dalle notizie provenienti dal teatro di guerra e l’impegno personale nella preghiera e nel dialogo è l’unico modo per liberarsi dal senso di impotenza che, per ammissione dello stesso Papa Leone XIV, sta attanagliando chi invoca la tregua e l’accordo”.

Aggiornato il 29 Agosto 2025