2 Agosto 2026

Venezuela: Caritas Italiana in missione nelle comunità colpite dal terremoto

Dal 3 all’11 agosto il direttore don Marco Pagniello e una delegazione di Caritas Italiana incontreranno la rete Caritas e le popolazioni colpite. Una missione di ascolto, vicinanza e condivisione

Dal 3 all’11 agosto il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello, è in Venezuela insieme a una delegazione dell’organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana, per incontrare le comunità colpite dal violento terremoto dello scorso 24 giugno e conoscere direttamente gli interventi avviati dalla Chiesa locale.

Nei primi giorni della missione, che proseguirà fino all’11 agosto, la delegazione ha incontrato i rappresentanti della Conferenza episcopale venezuelana, Caritas Venezuela, i responsabili delle diocesi e numerosi sacerdoti, operatori e volontari impegnati nella risposta all’emergenza. Ha inoltre visitato alcune delle aree maggiormente colpite, ascoltando le famiglie che hanno perso la casa, i propri cari o i mezzi necessari per vivere.

Nei territori interessati, il terremoto viene spesso ricordato come “la dobleta: due violente scosse, avvenute a pochi secondi di distanza, che hanno fatto crollare abitazioni, compromesso strutture e interrotto le comunicazioni. Il sisma, tuttavia, ha colpito un Paese già segnato da una lunga crisi economica e sociale, amplificando povertà e fragilità presenti da anni.

“Essere accanto significa restare anche dopo, quando comincia il tempo più lungo e difficile della ricostruzione. Vogliamo portare l’abbraccio della Chiesa italiana e, nello stesso tempo, lasciarci interrogare dalla testimonianza di una Chiesa che, pur ferita, continua a servire e a sostenere la propria gente”, afferma don Marco Pagniello.

Ascoltare per costruire insieme

La missione rappresenta un ulteriore segno della vicinanza della Chiesa italiana alla popolazione venezuelana, ma costituisce anche un passaggio operativo per definire gli interventi dei prossimi mesi.

Caritas Italiana ha già messo a disposizione un primo stanziamento per sostenere la risposta immediata. Il confronto con la Conferenza episcopale venezuelana e Caritas Venezuela permetterà ora di individuare le priorità per la fase successiva, a partire dalle indicazioni delle diocesi e delle comunità locali.

L’obiettivo è raggiungere anzitutto le persone che rischiano di restare escluse dagli aiuti, le famiglie prive di reti di sostegno, gli anziani, le persone con disabilità, chi vive nelle aree periferiche e quanti si trovavano già in condizioni di povertà prima del terremoto.

Accanto all’assistenza sanitaria e umanitaria, durante gli incontri è emersa la necessità di accompagnare le persone colpite anche sul piano psicologico, spirituale ed emotivo. I lutti, la paura di nuove scosse e l’incertezza sul futuro continuano infatti a segnare profondamente la vita delle comunità.

Una particolare attenzione sarà riservata anche ai percorsi di ripresa economica e sociale. Non basta assistere le famiglie nell’emergenza, ma occorre creare le condizioni perché possano recuperare autonomia, tornare a lavorare e ricostruire una prospettiva di vita.

Gli interventi saranno realizzati attraverso Caritas Venezuela, che, grazie alla presenza capillare delle diocesi e delle parrocchie, conosce i territori e può orientare le risorse verso i bisogni più urgenti.

Una Chiesa che continua a servire

Fin dalle prime ore successive al sisma, la Chiesa venezuelana si è attivata attraverso le diocesi, le parrocchie e la rete Caritas. Le strutture rimaste agibili sono diventate punti di accoglienza, centri di raccolta e distribuzione, luoghi di ascolto e, in alcuni casi, ambulatori per l’assistenza sanitaria.

Sacerdoti, religiose, operatori e volontari hanno raggiunto le persone isolate, distribuito acqua, medicinali, alimenti e beni di prima necessità, accompagnando le famiglie sfollate e quanti hanno perso i propri cari. Molti si sono messi al servizio pur avendo subito direttamente le conseguenze del terremoto.

Quando viene chiesto loro da dove trovino la forza per continuare, i volontari rispondono quasi sempre nello stesso modo: “Per amore di Dio e del prossimo”. Espressione che racconta il senso di una fede capace di trasformarsi in servizio e prossimità.

La forza della risposta della Chiesa locale nasce dalla sua presenza quotidiana nelle comunità. Le parrocchie conoscono i volti, le storie e le fragilità meno visibili. Dove le strutture non sono sufficienti, contano le relazioni; dove mancano mezzi adeguati, viene condiviso ciò che è disponibile; dove la paura rischia di diventare solitudine, qualcuno continua a restare.

Dall’emergenza alla ricostruzione

La visita segue la colletta nazionale promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana domenica 26 luglio in tutte le chiese d’Italia, espressione della solidarietà e della partecipazione delle comunità ecclesiali italiane.

Le offerte raccolte contribuiranno a sostenere gli interventi di Caritas Venezuela nelle aree maggiormente colpite.

Nei prossimi giorni la delegazione proseguirà gli incontri e le visite nei territori, per approfondire i bisogni e definire insieme alla Chiesa venezuelana gli interventi da avviare.

Il terremoto è durato pochi secondi, ma le sue conseguenze accompagneranno il Venezuela ancora a lungo. La presenza di Caritas Italiana vuole contribuire a colmare la distanza tra questi due tempi: quello improvviso dell’emergenza e quello lento, meno visibile e più impegnativo della ricostruzione.

Essere accanto, oggi, significa ascoltare prima di decidere in che modo intervenire, sostenere chi già opera sul territorio e non lasciare che il Venezuela venga dimenticato quando le immagini delle macerie smetteranno di fare notizia.

Aggiornato il 6 Agosto 2026