4 Giugno 2026

Ucraina, nuova notte di attacchi: città sotto le bombe, famiglie nei rifugi

 

Un’altra notte di paura in Ucraina. Tra il 1° e il 2 giugno, un massiccio attacco russo ha colpito diverse città del Paese, tra cui Kyiv, Sumy, Dnipro, Zaporizhzhia, Kharkiv e altre località della regione di Poltava. Secondo le prime informazioni disponibili, sono stati impiegati 73 missili e 656 droni, molti dei quali particolarmente difficili da intercettare.

Le testimonianze raccolte da Caritas Ukraine raccontano la drammaticità di quelle ore. «Eravamo infreddoliti nel rifugio. Finito l’allarme siamo tornati nel nostro appartamento, al quattordicesimo piano. Dalla finestra, la vista faceva paura. Ovunque si guardava c’era  fumo», scrive Antonina Dolomanzhy, responsabile della comunicazione. «Per la prima volta ho sentito l’edificio tremare. Qualcosa è caduto estremamente vicino e ha rischiato di colpirci», racconta Alona Lohvynenko, operatrice del team della comunicazione.

Nelle prime fasi dell’attacco sono stati lanciati 23 missili balistici contro quattro città contemporaneamente, lasciando alla popolazione pochissimo tempo per raggiungere i rifugi. Nella sola capitale, oltre 41.000 persone hanno cercato protezione nelle stazioni della metropolitana, il numero più alto registrato negli ultimi anni.

Il bilancio provvisorio parla di almeno 21 vittime, tra cui due bambini e un soccorritore, e oltre 135 feriti. Colpite abitazioni, strutture sanitarie e infrastrutture civili. Ancora una volta, a pagare il prezzo più alto sono stati i civili.

L’attacco è avvenuto in un momento particolarmente delicato per il Paese: migliaia di giovani stanno sostenendo il National Multi-Subject Test, il principale esame di ammissione all’università. Mentre i soccorritori scavano tra le macerie e le famiglie cercano di riprendersi dall’ennesima notte insonne, studenti e studentesse affrontano quattro ore di prove in quattro diverse materie.

«Dopo una notte terribile accompagno mio marito in ospedale per un controllo post-operatorio. Ci sono code a causa dei bombardamenti, fumo ovunque. Eppure la vita continua», racconta Lilia, operatrice di Caritas Ukraine.

Gli attacchi continuano ad aggravare i bisogni umanitari della popolazione ucraina. Per questo restano fondamentali l’attenzione e il sostegno della comunità internazionale, affinché famiglie, bambini e comunità vulnerabili non vengano lasciati soli di fronte a una guerra che, ogni giorno, continua a colpire la vita quotidiana di milioni di persone.

*Fonte: Caritas Internationalis
 Foto: Ansa, EPA 13010484/MAXYM MARUSENKO

Aggiornato il 4 Giugno 2026