In occasione del Vertice del G7 che si apre oggi, 15 giugno 2026, a Évian, in Francia, i presidenti delle Conferenze episcopali cattoliche di Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia e Stati Uniti, con il sostegno del presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea (COMECE), hanno rivolto un appello comune ai Capi di Stato e di Governo riuniti per affrontare le principali sfide globali.
La presona al centro delle scelte globali
“Costruire ponti per la pace, la giustizia e la dignità umana” è il titolo del documento, che richiama la comunità internazionale alla responsabilità di fronte ai conflitti armati, alle crescenti disuguaglianze, alla crisi climatica e alle trasformazioni tecnologiche. I firmatari ricordano che “la dignità di ogni persona umana” deve restare il fondamento dell’azione politica ed economica.
“Di fronte all’intensificarsi delle tensioni geopolitiche e al progressivo indebolimento dell’ordine internazionale”, si legge nel documento, “chiediamo agli Stati del G7 di riaffermare il loro impegno a favore di un multilateralismo autentico, fondato sul diritto internazionale, sulla cooperazione tra le nazioni e sul rispetto della dignità umana. Una pace duratura non può essere garantita solo dalla logica del potere, dalla corsa agli armamenti o dai rapporti di forza”.
I presidenti delle Conferenze episcopali invitano inoltre a mantenere alta l’attenzione sui bisogni umanitari che crescono in molte regioni del mondo, sostenendo la lotta alla povertà, l’accesso all’istruzione e alla salute, la sicurezza alimentare e uno sviluppo rispettoso delle persone e dell’ambiente. Tra le priorità indicate figurano anche il contrasto alla tratta di esseri umani, alla criminalità organizzata e ai traffici che alimentano violenza e instabilità.
Teconologia, clima e migrazioni
Un passaggio specifico è dedicato allo sviluppo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale. I firmatari chiedono una governance etica, trasparente e democratica, affinché l’innovazione resti al servizio del bene comune, con particolare attenzione agli effetti sui bambini, sui giovani e sulle libertà fondamentali.
“Sosteniamo gli appelli della Santa Sede a favore di una governance etica dell’intelligenza artificiale”, affermano i Presidenti, “e di una particolare vigilanza riguardo agli usi militari dei sistemi autonomi. Incoraggiamo inoltre gli Stati del G7 a promuovere un’educazione al dialogo, al rispetto delle differenze religiose e culturali, nonché una pedagogia della memoria felice, fermento di un futuro di pace“.
L’appello richiama infine la responsabilità dei Paesi più industrializzati nella lotta al cambiamento climatico e nella promozione di una transizione ecologica giusta. Allo stesso tempo ribadisce che migranti e rifugiati, costretti a lasciare le proprie case a causa di guerre, persecuzioni o disastri ambientali, devono essere accolti “con dignità, pur riconoscendo la legittima responsabilità degli Stati di preservare il bene comune. Le persone costrette a fuggire dalla guerra, dalle persecuzioni, dalla miseria o dalle catastrofi climatiche non possono essere considerate una minaccia. Sono fratelli e sorelle nell’umanità“.
Aggiornato il 15 Giugno 2026
