A tre settimane dal doppio terremoto che il 24 giugno ha colpito il nord del Venezuela, migliaia di famiglie continuano ad affrontare le conseguenze del disastro: alcune vivono ancora nei campi temporanei, altre attendono di sapere se potranno tornare nelle proprie abitazioni. Intanto, accanto alle operazioni di soccorso, la risposta umanitaria entra in una fase nuova, in cui l’assistenza immediata si affianca al sostegno alla ripresa delle comunità.
Una mobilitazione di solidarietà dopo il terremoto
In queste settimane Caritas Venezuela ha organizzato una grande mobilitazione di solidarietà attraverso la campagna “Tras el temblor, el amor” (“Dopo il terremoto, l’amore”), coinvolgendo la rete delle Caritas diocesane e parrocchiali, la Conferenza Episcopale Venezuelana, comunità locali, imprese, organizzazioni partner e donatori.
Un impegno che ha permesso di raccogliere, selezionare e distribuire gli aiuti nelle aree maggiormente colpite dal sisma, trasformando la solidarietà ricevuta in interventi concreti per le famiglie.
Anche Caritas Italiana partecipa alla risposta nell’ambito della rete Caritas internazionale, sostenendo il coordinamento dell’emergenza e accompagnando la Caritas venezuelana nel sostegno alle popolazioni colpite e nella fase di transizione verso la ripresa. La collaborazione tra le diverse Caritas nazionali consente di mettere in comune risorse, competenze e capacità operative per garantire un intervento coordinato e vicino alle comunità.
Oltre 15 mila tonnellate di aiuti già distribuite
Dall’inizio dell’emergenza sono state raccolte 19.058 tonnellate di aiuti umanitari. Di queste, 15.963 tonnellate – pari all’84% del totale ricevuto – sono già state distribuite alle famiglie e alle comunità colpite, mentre 3.095 tonnellate restano disponibili per assicurare la continuità degli interventi nelle prossime settimane.
La capacità di distribuzione è cresciuta rapidamente grazie al Piano 24×24, il sistema operativo adottato da Caritas Venezuela per alternare la raccolta, la classificazione e la preparazione degli aiuti con la consegna sul territorio.
Rispetto al precedente aggiornamento, la quota di materiali distribuiti è passata dal 73% all’84%, mentre si sono ridotte le giacenze nei magazzini: un segnale della capacità della rete di trasformare la solidarietà ricevuta in assistenza concreta.
Acqua, cibo e medicine per le famiglie colpite
Gli aiuti hanno riguardato soprattutto i beni essenziali per la vita quotidiana delle persone colpite. Acqua potabile e alimenti rappresentano oltre l’80% delle forniture distribuite, insieme a prodotti per l’igiene e altri materiali di prima necessità.
Sono stati preparati e consegnati 17.808 kit familiari, di cui 10.820 kit alimentari e 6.988 kit igienici. Sul fronte sanitario, oltre 96 mila unità tra medicinali e forniture mediche hanno raggiunto ospedali e strutture assistenziali che continuano a lavorare sotto forte pressione.
Volontari e comunità: la forza di una risposta che continua
Dietro ogni consegna c’è il lavoro quotidiano di migliaia di persone. A Caracas oltre 6.000 volontari sono stati coinvolti nelle attività di ricezione delle donazioni, organizzazione dei materiali e distribuzione degli aiuti.
In tutto il Paese la rete Caritas ha mobilitato circa 10.000 volontari provenienti dalle diocesi e dalle parrocchie: persone che hanno scelto di mettere tempo ed energie a disposizione delle comunità più fragili, raggiungendo anche le zone più periferiche.
Accanto agli aiuti materiali, la presenza della Chiesa locale continua a essere un elemento centrale della risposta. Vescovi, sacerdoti, religiose e religiosi condividono il lavoro dei volontari, accompagnando le famiglie colpite dal lutto e dalla perdita della propria casa con ascolto, vicinanza e sostegno spirituale.
La risposta di Caritas non riguarda soltanto la distribuzione di beni essenziali, ma anche la presenza accanto alle persone in un momento di grande sofferenza.
Il quadro resta complesso. Il bilancio provvisorio dell’emergenza registra 5.346 vittime, oltre 23.000 persone accolte in 107 campi temporanei e 128.324 famiglie raggiunte dagli interventi di assistenza.
Molte persone non potranno rientrare nelle proprie abitazioni nel breve periodo e la fase successiva richiederà interventi di accoglienza, ripristino dei servizi essenziali e sostegno ai mezzi di vita.
Per questo Caritas Venezuela, insieme alla rete Caritas internazionale e con il contributo delle Caritas nazionali, tra cui Caritas Italiana, sta passando gradualmente dalla distribuzione degli aiuti di emergenza al sostegno alla ripresa delle comunità: aiutare le famiglie a ricostruire condizioni di vita dignitose, ripristinare i servizi essenziali e recuperare la propria autonomia dopo il terremoto.
Caritas Italiana ricorda che eventuali contributi a sostegno della popolazione venezuelana devono essere indirizzati attraverso i canali ufficiali, così da garantire un aiuto coordinato e realmente rispondente ai bisogni che emergono sul territorio.
Aggiornato il 23 Luglio 2026
