Il Mozambico è tra i Paesi che più subiscono gli effetti del cambiamento climatico, pur contribuendo appena allo 0,02% delle emissioni globali. Qui il riscaldamento globale è già una realtà quotidiana: alluvioni, cicloni, frane, desertificazione ed erosione delle coste segnano da anni la vita delle comunità. A questa fragilità ambientale si sommano conflitti interni, l’instabilità politica e le violenze nel nord del Paese, in particolare nella provincia di Capo Delgado.
Da metà dicembre, gravi e persistenti inondazioni hanno colpito gran parte del Paese, in particolare le regioni meridionali e centrali. I fiumi sono esondati distruggendo o danneggiando case, scuole, strutture sanitarie, sistemi idrici, vie di comunicazione, terreni agricoli. Più di 3000 kmq di territorio è stato inondato provocando almeno 137 morti e oltre 700.000 sfollati di cui 101.000 ospitati in 100 centri di accoglienza. Le Nazioni Unite e le autorità nazionali e locali si sono mobilitate per portare soccorso alle famiglie alluvionate e ripristinare le vie di comunicazione e le infrastrutture, ma la portata e il ritmo dell’emergenza superano le capacità disponibili. Per questo il governo mozambicano ha lanciato un appello internazionale per sostenere le operazioni di soccorso e l’assistenza umanitaria.
L’appello di Papa Leone
Durante l’udienza generale di mercoledì 28 gennaio, Papa Leone XIV ha rivolto un pensiero speciale alla popolazione colpita: “Mentre prego per le vittime, esprimo la mia vicinanza agli sfollati e a tutti coloro che offrono il loro sostegno”.
I vescovi del Mozambico hanno diffuso un messaggio alle comunità locali ed ai sostenitori internazionali per restare uniti nella preghiera e nella solidarietà con coloro che più soffrono da questa nuova emergenza, ma hanno anche richiamato all’esigenza della prevenzione: “Guardando oltre l’emergenza, rinnoviamo il nostro appello a un serio impegno per la prevenzione, la protezione della vita e la cura della nostra casa comune, affinché il nostro Paese sia sempre più preparato ad affrontare situazioni simili oggi e in futuro.”
Un appello che interroga anche la comunità internazionale ed i paesi maggiormente responsabili del cambiamento climatico che intensifica e rende più frequenti alluvioni, cicloni, siccità ed altri fenomeni che colpiscono le popolazioni più povere e meno responsabili del riscaldamento globale.
L’impegno della Caritas
La Caritas Mozambicana si è prontamente mobilitata per fornire assistenza alla popolazione colpita lanciando un primo piano di aiuti in favore di circa 2500 persone nella diocesi di Maputo, Xai-Xai, Beira, Chimoio e Inhambane. Gli aiuti consistono nella fornitura di beni alimentari per garantire almeno due pasti al giorno e la distribuzione di kit igienici. Successivamente a questa prima fase di urgenza la Caritas avvierà un programma più ampio anche per la riabilitazione di strutture e il ripristino dei mezzi di sostentamento. Caritas Italiana, che da anni collabora con la Chiesa mozambicana, è in contatto con la Caritas del Mozambico e ha garantito un primo stanziamento in appoggio al piano di aiuti in corso, che sarà necessario proseguire anche per la fase successive.
Caritas Italiana interviene nel Paese anche attraverso microprogetti di sviluppo.
Aggiornato il 2 Febbraio 2026
