18 Giugno 2026

Giovani di origine immigrata: quando il protagonismo cresce dai margini

Presentata a Milano la ricerca promossa da Caritas Italiana e realizzata dal Centro studi Medì sull’impegno sociale e politico delle nuove generazioni

È stata presentata oggi, 18 giugno, a Milano, presso la Graduate School in Social and Political Sciences dell’Università degli Studi di Milano, la ricerca “Quando il protagonismo cresce dai margini. L’impegno sociale e politico dei giovani di origine immigrata”, promossa da Caritas Italiana e realizzata dal Centro studi Medì – Migrazioni nel Mediterraneo, pubblicata da TAU editrice.

Il convegno, dal titolo “Cittadinanza legale e cittadinanza vissuta: l’impegno sociale e politico dei giovani di origine immigrata”, ha offerto l’occasione per approfondire una dimensione spesso poco raccontata nel dibattito pubblico: quella di giovani di seconda e terza generazione che studiano, partecipano, si impegnano nei territori, nelle associazioni, nei movimenti, nel volontariato e nelle istituzioni.

 

Una generazione che partecipa

A dispetto di narrazioni che tendono spesso a collocare le nuove generazioni di origine straniera dentro categorie di marginalità, fragilità o devianza, la ricerca restituisce un quadro molto più ampio e dinamico. Sono oltre 25.000 i giovani di origine immigrata che frequentano oggi l’università in Italia. Una presenza che racconta l’emergere di una generazione istruita, consapevole, desiderosa di contribuire alla vita democratica del Paese in cui è cresciuta.

Lo studio si basa su oltre 400 questionari e 40 interviste in profondità, tra cui 25 rivolte a giovani eletti in istituzioni locali e nazionali. Ne emerge il profilo di una generazione che non si limita a chiedere riconoscimento, ma prova a tradurre l’esperienza delle discriminazioni in responsabilità pubblica, impegno civico e partecipazione politica.

Dalla cittadinanza legale alla cittadinanza vissuta

La ricerca ha previsto il coinvolgimento dei giovani di origine immigrata su due livelli: come protagonisti delle esperienze di partecipazione e attivismo civico analizzate, e come giovani ricercatori, sia nel mondo accademico sia nell’esperienza delle Caritas diocesane. Una scelta metodologica che ha permesso non solo di osservare il fenomeno, ma di ascoltarlo dall’interno, valorizzando competenze, sguardi e percorsi maturati nei territori.

Dalla partecipazione studentesca ai movimenti sociali, dalle manifestazioni per la pace al volontariato, dalla solidarietà internazionale all’impegno politico-istituzionale, il volume mostra come la cittadinanza non sia soltanto una condizione giuridica, ma anche una pratica quotidiana. Una cittadinanza vissuta, costruita nelle relazioni, nella cura dei beni comuni, nella responsabilità verso la comunità.

I lavori sono stati introdotti da Eralba Cela dell’Università di Milano e da don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana. Sono intervenuti, tra gli altri, Maurizio Ambrosini, Deborah Erminio, Yasmin Doghri, Maurizio Artero, Samuele Davide Molli e Walter Nanni, che ha concluso il confronto richiamando il passaggio dalla ricerca all’innovazione sociale.

Il volume invita a guardare con maggiore attenzione alle trasformazioni dell’Italia contemporanea. I giovani di origine immigrata non sono ai margini della società: ne abitano il presente e ne stanno già contribuendo a costruire il futuro. Il loro protagonismo interpella le istituzioni, le comunità e anche la Chiesa, chiamate a riconoscere, accompagnare e valorizzare energie nuove di partecipazione, democrazia e cittadinanza.

Aggiornato il 18 Giugno 2026