13 Luglio 2026

Il direttore di Caritas Italiana in Terra Santa: una missione di vicinanza alle comunità locali

Dal 13 al 15 luglio una delegazione di Caritas Italiana incontra la Chiesa locale, gli operatori e le comunità sostenute dai progetti.

Il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello, è in Terra Santa insieme a una delegazione dell’organismo pastorale della CEI per una missione di ascolto, incontro e vicinanza alle comunità locali.

La visita, iniziata lunedì 13 luglio e in programma fino a mercoledì 15 luglio, si svolge in un contesto ancora profondamente segnato dal conflitto, dall’instabilità e da una grave crisi umanitaria. Nel corso delle diverse tappe, la delegazione incontrerà gli operatori di Caritas Gerusalemme, visiterà alcuni dei progetti sostenuti sul territorio e si confronterà con le realtà ecclesiali e sociali impegnate quotidianamente accanto alla popolazione.

La missione rappresenta un’occasione per ascoltare direttamente le comunità, conoscere l’evoluzione dei bisogni e degli interventi in corso e condividere le priorità di lavoro per i prossimi mesi. È anche un modo per rinnovare una relazione costruita nel tempo, attraverso la collaborazione con la Caritas locale e il sostegno alle persone maggiormente colpite dalle conseguenze della guerra.

“Essere oggi in Terra Santa significa scegliere di condividere la vita di una popolazione che continua a soffrire le conseguenze della guerra e dell’instabilità”, dichiara don Pagniello. “Vogliamo ascoltare, incontrare, accompagnare e rinnovare un legame che non è mai venuto meno. La nostra presenza è un segno di prossimità alla Chiesa locale e alle persone che ogni giorno resistono con dignità, nella speranza che la pace possa tornare a essere un orizzonte possibile”.

La visita si inserisce nel più ampio impegno di Caritas Italiana in Terra Santa, attraverso interventi di aiuto umanitario, il sostegno ai servizi sociali e sanitari, l’accompagnamento delle comunità più vulnerabili e la promozione di percorsi di pace e riconciliazione.

 

Il racconto della missione

Lunedì 13 luglio – L’arrivo e i primi incontri

La missione è iniziata con l’arrivo del direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello, e della delegazione a Gerusalemme. Nel pomeriggio, l’incontro con Caritas Gerusalemme ha permesso di approfondire l’attuale situazione umanitaria, conoscere i programmi e le priorità di intervento e fare il punto sui progetti sostenuti da Caritas Italiana.

La delegazione ha poi visitato la Basilica del Santo Sepolcro, luogo centrale per la fede cristiana e segno di speranza in una terra attraversata da profonde ferite. La prima giornata si è conclusa con un momento di confronto con S.E. Domenico Bellato, Console Generale d’Italia a Gerusalemme e  Mirko Tricoli, responsabile dell’Ufficio di Gerusalemme dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

Un’occasione per ascoltare e condividere i progetti e gli interventi di Caritas Gerusalemme, illustrando l’impegno portato avanti a sostegno delle comunità più vulnerabili in tutta la Terra Santa.

Martedì 14 luglio – A Betlemme, una presenza che diventa prossimità

La seconda giornata della missione della delegazione di Caritas Italiana si è svolta a Betlemme, tra la visita agli interventi di Caritas Gerusalemme e l’incontro con le comunità locali.

La mattinata è stata dedicata in particolare alle attività di assistenza sanitaria. La delegazione ha partecipato a un Medical Day, una giornata di prevenzione e assistenza medica rivolta in modo particolare a mamme e bambini, incontrando operatori e persone accompagnate dalla Caritas locale. Un’occasione per conoscere da vicino i bisogni di una popolazione sulla quale il protrarsi del conflitto e dell’instabilità continua ad avere conseguenze profonde.

La delegazione ha poi conosciuto e incontrato alcune delle famiglie beneficiarie di microprogetti sostenuti sul territorio. Storie, esperienze e percorsi diversi, che hanno permesso di vedere da vicino come piccoli interventi possano diventare un sostegno concreto alla vita quotidiana delle persone e accompagnare le famiglie nel recupero di spazi di autonomia e di futuro.

Dopo la visita alla Basilica della Natività, nel pomeriggio Caritas Italiana ha incontrato il card. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme. Al centro del confronto, la situazione della Terra Santa, le conseguenze del conflitto sulla vita delle comunità e il ruolo della Chiesa nel continuare a essere presenza di prossimità e di speranza.

“Le emergenze in Terra Santa sono diventate purtroppo pane quotidiano e la Chiesa sceglie di essere presente”, ha sottolineato il Patriarca. “L’impatto sulla vita delle comunità è molto importante. Quelli di Caritas sono presìdi molto importanti per il territorio, in un contesto dove il rifiuto e l’abbandono sono realtà diffuse. Questi presìdi di presenza e di vita esprimono quello che è il nostro modo di essere Chiesa qui: una Chiesa che ha le porte aperte per tutti e dove tutti possono sentirsi a casa”.

Da Pizzaballa anche un invito diretto: “Come aiutare? Venite in Terra Santa. Il pellegrinaggio è una forma di sostegno reale, perché la gente possa tornare a vivere del proprio lavoro”.

La giornata è proseguita con l’inaugurazione del nuovo Centro socio-pastorale di Caritas Gerusalemme a Betlemme. I nuovi spazi sono pensati per rafforzare la presenza della Caritas sul territorio e avvicinare i servizi alle persone più vulnerabili: sale polivalenti per le attività con i giovani, un centro di ascolto e una sede operativa per lo staff, con una particolare attenzione al coordinamento dei progetti attivi a Gaza. È prevista inoltre la realizzazione di una foresteria destinata all’accoglienza di studenti, persone in situazione di bisogno, pellegrini e volontari.

   

 

Mercoledì 15 luglio -Dalla visita, nuovi impegni per la Terra Santa

L’ultima giornata della missione della delegazione di Caritas Italiana in Terra Santa è stata dedicata a un momento conclusivo di confronto e condivisione con Caritas Gerusalemme. Un’occasione per rileggere quanto visto e ascoltato nei giorni della visita e mettere a fuoco alcune prospettive di lavoro per i prossimi mesi.

“Abbiamo incontrato una Caritas che lavora bene, capace di costruire i propri interventi a partire dai bisogni dei poveri e, proprio per questo, di accogliere tutti, senza distinzioni”, ha sottolineato don Marco Pagniello. Un’attenzione che riguarda anche le comunità cristiane, da sostenere nella loro presenza e nella testimonianza della fede in un contesto segnato dal conflitto e da una crescente fragilità.

Tra le prospettive emerse, la possibilità di sostenere le attività estive di alcune parrocchie rivolte ai bambini, offrendo occasioni di incontro e accompagnando, allo stesso tempo, le famiglie. Particolare attenzione sarà dedicata anche al tema della salute.

Nel confronto è emerso inoltre il valore della collaborazione rafforzata tra Caritas Italiana e Caritas Gerusalemme nella risposta alle emergenze e l’importanza di continuare a tenere alta l’attenzione sulla Terra Santa. Un impegno che passa anche dal lavoro comune nella comunicazione, per raccontare quanto accade e continuare a coinvolgere le comunità italiane ed essere “coscienza critica” nella società.

La missione si conclude così, con alcuni impegni concreti e la volontà di dare continuità ai legami costruiti e rafforzati in questi giorni.

 

 

 

Aggiornato il 25 Luglio 2026