25 Luglio 2026

Imputabilità dei minori. Don Pagniello: “La sicurezza nasce da comunità capaci di educare”

La proposta di riforma riapre il dibattito sulla giustizia minorile. Per Caritas Italiana la sicurezza si costruisce accompagnando i ragazzi nella crescita, non anticipando la risposta punitiva.

La proposta di introdurre una presunzione relativa di capacità di intendere e di volere per i ragazzi tra i 14 e i 18 anni rappresenta un cambio di paradigma nel sistema della giustizia minorile italiana. Il disegno di legge, approvato dal Consiglio dei ministri, prevede infatti che la capacità di intendere e di volere del minore si presuma fino a prova contraria, modificando l’attuale criterio di accertamento caso per caso.

Per Caritas Italiana si tratta di una scelta che rischia di indebolire un modello riconosciuto per decenni come punto di riferimento internazionale, fondato sulla centralità della persona, sulla funzione educativa della pena e sulla possibilità di accompagnare i ragazzi in percorsi di responsabilizzazione e reinserimento.

 

La sicurezza nasce da comunità in grado di educare

“Ogni ragazzo che sbaglia resta anzitutto una persona in crescita, con una storia, delle ferite e delle possibilità”, afferma don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana. La vera sicurezza nasce da comunità capaci di educare, accompagnare e offrire opportunità, non dall’illusione che il carcere possa sostituire la responsabilità educativa. È necessario, allora, approfondire il tema, per studiare a fondo il problema e lavorare in ottica preventiva, per meglio investire nei giovani, nelle famiglie, nella scuola, nei servizi e nelle comunità e costruire una società più giusta e più sicura per tutti”.

La criminalità minorile rappresenta una sfida che non può essere sottovalutata. Tuttavia, la risposta non può limitarsi all’inasprimento dell’approccio penale. Accanto alla necessità di contrastare le condotte violente sono fondamentali politiche di prevenzione, percorsi educativi, reti territoriali, il coinvolgimento delle famiglie e della scuola, luoghi di aggregazione e opportunità di crescita.

 

L’impegno della rete Caritas 

È necessario intercettare il disagio prima che si trasformi in devianza, accompagnando gli adolescenti nello sviluppo di competenze relazionali, sociali e civiche che consentano loro di affrontare con responsabilità le sfide della crescita.

È questa la convinzione che ispira anche Jobel, il progetto promosso da Caritas Italiana insieme a 17 Caritas diocesane nei territori in cui sono presenti gli Istituti Penali per i Minorenni. L’iniziativa accompagna i giovani autori di reato in percorsi educativi e di inclusione, valorizzandone le potenzialità e favorendone il reinserimento sociale. Parallelamente, il progetto realizza attività di prevenzione e sensibilizzazione nelle scuole e nei territori, affinché sempre più ragazzi possano trovare strumenti, relazioni e opportunità capaci di prevenire situazioni di marginalità e devianza.

“Educare è certamente più impegnativo che punire, ma è l’unica strada capace di generare sicurezza autentica”, conclude don Pagniello. “Una comunità che investe nei propri giovani sceglie di costruire futuro. Per questo auspichiamo che il confronto parlamentare possa approfondire il provvedimento, nella consapevolezza che la tutela della sicurezza passa anche dalla capacità di non rinunciare alla speranza, indebolendo la possibilità concreta del cambiamento di ogni ragazzo”

Aggiornato il 25 Luglio 2026