Mentre la fragile tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran appare già a rischio, l’intensificarsi dei bombardamenti israeliani in Libano sta causando un numero crescente di vittime civili e una nuova emergenza umanitaria. I raid, proseguiti anche nelle ore successive all’annuncio dell’accordo, stanno contribuendo ad alimentare le tensioni regionali e a compromettere gli sforzi diplomatici in corso.
Secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile libanese, nelle ultime ore si contano oltre 230 morti e più di 1.100 feriti, mentre il bilancio resta in continuo aggiornamento a causa delle persone ancora disperse sotto le macerie.
La capitale Beirut è tra le aree più duramente colpite. I raid hanno interessato in particolare la periferia sud (Dahiyeh), oltre a quartieri densamente popolati della città, dove si registrano decine di vittime e centinaia di feriti. Squadre di soccorso lavorano senza sosta tra edifici crollati e infrastrutture gravemente danneggiate, in condizioni rese estremamente difficili dalla prosecuzione degli attacchi.
I bombardamenti delle ultime ore hanno colpito non solo la periferia sud, ma anche diversi quartieri densamente popolati della capitale, tra cui Tallet al-Khayyat, Corniche al-Mazraa, Hamra, Jnah e l’area costiera di Ramlet al-Baida. Un’estensione degli attacchi che evidenzia come la violenza stia investendo l’intero tessuto urbano di Beirut, coinvolgendo sempre più direttamente la popolazione civile.
Colpite anche altre aree del Paese, tra cui Nabatieh, Tiro, Sidone, Baalbek e la valle della Bekaa, segno di un’escalation che coinvolge ormai l’intero territorio libanese. Dall’inizio delle ostilità, la Protezione Civile segnala un bilancio complessivo che supera 1.400 morti e oltre 4.000 feriti, mentre gli sfollati interni sono ormai più di un milione, molti dei quali bambini e famiglie già vulnerabili.
Le condizioni umanitarie peggiorano di ora in ora: ospedali sovraffollati, accesso limitato a cure mediche, carenza di acqua ed elettricità e difficoltà crescenti nel raggiungere le aree più colpite. La popolazione civile continua a pagare il prezzo più alto, esposta a violenze, traumi e perdita dei mezzi di sussistenza.
Caritas Italiana sostiene in questo momento estremamente drammatico Caritas Libano attivamente impegnata, con la sua rete di volontari, nel fornire assistenza d’emergenza, tra cui distribuzione di beni essenziali, supporto sanitario e sostegno psicologico. Tuttavia, l’intensità della crisi ha già superato le capacità di risposta umanitaria.
«Di fronte a questa nuova ondata di violenza, assistiamo ancora una volta a un dramma che colpisce soprattutto i civili» dichiara Don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana. «Le immagini che arrivano da Beirut e dal sud del Libano parlano di distruzione e disperazione. È indispensabile un cessate il fuoco immediato e il pieno rispetto del diritto internazionale umanitario. Non possiamo accettare che logiche egoistiche di potere distruggano la vita delle comunità».
Caritas Italiana rinnova il proprio appello alla comunità internazionale affinché si attivi con urgenza per fermare la violenza e garantire protezione, assistenza e dignità alla popolazione civile colpita.
Per aiutare le persone colpite dai bombardamenti in Libano, puoi sostenere le azioni di emergenza di Caritas Italiana con una donazione: ogni contributo porta soccorso, cibo, acqua e protezione a chi ne ha più bisogno.
*Foto Ansa/EPA 12877036/WAEL HAMZEH
Aggiornato il 9 Aprile 2026
