27 Novembre 2025

Senza più ostacoli: l’analisi dei progetti Caritas sulla disabilità

Il report “Senza più ostacoli” racconta l’impegno delle Caritas diocesane per le persone con disabilità nel triennio 2021-2024, tra fragilità, diritti e inclusione.

Alle soglie della “porta Bella”, come nel racconto degli Atti degli Apostoli, ancora oggi tante persone con disabilità attendono uno sguardo capace di andare oltre i limiti e le barriere. È da questa immagine evangelica che prende avvio “Senza più ostacoli, il report che analizza i progetti Caritas finanziati con i fondi 8xmille nel triennio 2021-2024, dedicati alla disabilità nel tempo del post-pandemia.

Il documento restituisce uno spaccato prezioso del lavoro delle Caritas diocesane in un periodo segnato da fragilità profonde. La pandemia da Covid-19 ha infatti colpito duramente anche le persone con disabilità: interruzione delle cure, sospensione dei percorsi educativi e riabilitativi, isolamento sociale, perdita di opportunità lavorative e relazionali. In questo contesto, i progetti sostenuti dall’8xmille hanno rappresentato per molti un argine concreto alla solitudine e all’esclusione.

Nel triennio considerato sono stati analizzati 64 progetti realizzati in 34 diocesi italiane, con un investimento complessivo di quasi 5 milioni di euro. Le iniziative hanno riguardato soprattutto il supporto socio-educativo, la salute e il lavoro, con un’attenzione crescente allo sviluppo dell’autonomia personale e all’inclusione sociale. Un dato significativo riguarda il forte radicamento nei territori del Sud e delle Isole, dove spesso la Caritas ha dovuto supplire alle carenze del sistema pubblico dei servizi.

Tra le pagine del report trovano spazio anche alcune esperienze virtuose, come:

Storie diverse, unite da un unico filo: la scelta di mettere al centro la persona, non la sua fragilità.

Accanto ai punti di forza emergono anche alcune sfide aperte, come la necessità di una maggiore formazione dei volontari, l’urgenza di investire sull’accessibilità digitale, il bisogno di una progettazione sempre più personalizzata e sostenibile nel tempo. Ciò che emerge con chiarezza è una presa di consapevolezza nuova, un passaggio dall’assistenzialismo a un modello che riconosce la persona, ogni persona, come protagonista della propria vita.

Le pagine di questo lavoro provano a dischiudere l’orizzonte su un futuro da costruire insieme. D’altronde, includere significa accogliere le differenze come ricchezza, riconoscere che ciascuno è un dono che attende di essere custodito dalla comunità. (Don Marco Pagniello)

 

«Non oro, né argento, ma cuore, cura e condivisione»: è questo lo stile che le Caritas diocesane continuano a incarnare, accompagnando percorsi di vita, costruendo relazioni significative e promuovendo comunità inclusive. L’inclusione, ricorda ancora il Rapporto, non è un’aggiunta successiva, ma un modo di pensare e progettare “per tutti, fin dall’inizio”.

“Senza più ostacoli” diventa allora anche un invito a guardare avanti, stimolando l’importanza di costruire alleanze, rafforzare le reti, promuovere una cultura dell’ascolto e della corresponsabilità. Perché includere significa riconoscere la dignità di ogni persona e che dalla fragilità possono sempre nascere strade nuove di giustizia, solidarietà e speranza.

Aggiornato il 27 Novembre 2025