Quanto spazio viene dato alla povertà nei telegiornali, nei talk show e nei social media? In che modo viene raccontata? Con quali parole, immagini e cornici narrative? E quali stereotipi rischiano di essere rafforzati?
A queste domande prova a rispondere “Taglio basso. Come la povertà fa notizia”, il nuovo rapporto promosso da Caritas Italiana e realizzato in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia, che sarà presentato lunedì 19 gennaio 2026, ore 14.30, a Roma, presso il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti (Via Sommacampagna, 19 – Roma).
L’evento di presentazione
All’incontro interverranno rappresentanti del mondo dell’informazione, della ricerca e della comunicazione ecclesiale. Dopo i saluti istituzionali di Guido D’Ubaldo, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, la ricerca sarà presentata da Monia Azzalini, ricercatrice dell’Osservatorio di Pavia e discussa con il contributo di Paolo Valente, vicedirettore di Caritas Italiana, Maurizio Di Schino, presidente UCSI Lazio e componente della Giunta esecutiva FNSI, Annamaria Graziano, del Consiglio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio. A concludere i lavori sarà don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana. L’incontro sarà moderato da Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della CEI.
La ricerca
La ricerca analizza la copertura mediatica delle diverse forme di povertà e di esclusione sociale nei principali telegiornali di prima serata, in un ampio campione di talk show televisivi e nei contenuti social di alcuni giornalisti e influencer, nel periodo compreso tra settembre 2024 e giugno 2025. Ne emerge un quadro articolato che mette in luce una presenza spesso episodica e marginale del tema, una prevalenza di letture riduttive e unidimensionali, un uso limitato di dati e fonti qualificate, e una frequente associazione della povertà a cornici emergenziali, securitarie o stereotipate.
«Dare centralità nel discorso pubblico a chi è povero significa prendere sul serio il principio, umano e cristiano, che la dignità di ogni persona è inviolabile. I media, nel loro migliore esercizio, sono chiamati a essere cassa di risonanza dei diritti negati, delle istanze che vengono dal basso, delle storie che possono smuovere le coscienze» (Don Marco Pagniello).
In collaborazione con l’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana) del Lazio, l’evento è stato accreditato dall’Ordine dei giornalisti del Lazio per la formazione delle giornaliste e dei giornalisti. Rilascerà 5 crediti deontologici. Le iscrizioni sulla piattaforma www.formazionegiornalisti.it
Aggiornato il 9 Gennaio 2026
