23 Gennaio 2026

Modena, Capitale Italiana del Volontariato 2026. La comunità al centro

Ha preso ufficialmente il via Modena Capitale Italiana del Volontariato 2026, il progetto nazionale promosso da CSVnet, in collaborazione con ANCI e in partenariato con Forum Nazionale del Terzo Settore e Caritas Italiana. L’iniziativa individua ogni anno una città chiamata a sperimentare e valorizzare il volontariato come leva di coesione sociale, sviluppo delle comunità e partecipazione attiva dei cittadini, riconoscendone il ruolo fondamentale nella costruzione del bene comune.

 

L’evento inaugurale e il contributo di Caritas Italiana

L’avvio ufficiale si è tenuto venerdì 23 gennaio 2026, presso il Cinema Arena di Modena, alla presenza delle istituzioni locali e delle principali reti del Terzo settore. Dopo i saluti istituzionali, l’incontro è stato arricchito dall’intervento del giornalista e scrittore Beppe Severgnini, che ha offerto una riflessione sullo slancio civile e sul valore dell’impegno volontario nel tempo presente.
All’interno di questo percorso, Caritas Italiana contribuisce portando il proprio sguardo pastorale e sociale, maturato nell’ascolto quotidiano delle fragilità e nell’animazione delle comunità.

«Il volontariato – ha affermato don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana – è un modo concreto di vivere la cittadinanza attiva e la responsabilità reciproca. È il luogo in cui le persone scoprono che nessuno si salva da solo e che la cura dell’altro genera comunità più giuste, inclusive e capaci di futuro. Modena Capitale del Volontariato ci ricorda che la coesione sociale nasce dall’incontro, dalla prossimità e dal desiderio di mettersi insieme a servizio del bene comune».

 

Partecipazione, amministrazione condivisa e protagonismo dei giovani

Tra i progetti che caratterizzeranno l’anno di Modena Capitale, riveste un ruolo centrale il percorso partecipato “La Città che vorrei”, finalizzato alla costruzione del Regolamento dell’Amministrazione Condivisa. Il percorso coinvolgerà associazionismo, sindacati e mondo della cooperazione, con l’obiettivo di sperimentare modelli strutturati di collaborazione tra enti pubblici e Terzo settore, potenzialmente replicabili anche in altri territori.
In coerenza con l’orientamento della Fondazione di Modena, la Capitale sarà inoltre un laboratorio di nuove forme di partecipazione giovanile: dal rafforzamento dei bandi dedicati alle nuove generazioni, allo sviluppo di strumenti di ascolto e coinvolgimento – anche informali – fino alla prospettiva, attualmente allo studio, di un Board Giovani a supporto delle azioni della Fondazione e delle reti territoriali.

 

Un patrimonio diffuso e lo sguardo già rivolto al 2027

Il progetto si inserisce in un contesto nazionale che conta 4,7 milioni di volontari e in un territorio, quello modenese, caratterizzato da una forte densità civica. Sono oltre 1.700, infatti, le associazioni attive e più di 65 mila persone impegnate in attività continuative di volontariato e cittadinanza attiva. Un patrimonio sociale che rende Modena un terreno particolarmente fertile per sperimentare percorsi di corresponsabilità e sviluppo di comunità.

In continuità con questo cammino, sono aperte le candidature per la Capitale Italiana del Volontariato 2027. Il bando resterà aperto fino al 31 marzo 2026 ed è rivolto a città e piccoli comuni, anche in forma associata, con una particolare attenzione alla valorizzazione delle aree interne e dei territori meno centrali, attraverso progetti costruiti in rete. La nuova Capitale sarà proclamata il 5 dicembre 2026, in occasione della Giornata internazionale del volontariato.

Aggiornato il 23 Gennaio 2026