11 Settembre 2026

Nepal, continua la risposta alle alluvioni

La situazione nelle aree colpite dalle devastanti alluvioni del 26 agosto 2026 rimane estremamente critica, soprattutto a causa delle difficoltà del terreno, dei danni estesi alle infrastrutture e delle limitazioni logistiche che continuano a ostacolare l’accesso alle comunità più isolate.

Le alluvioni hanno causato una crisi umanitaria di vasta scala: 32.963 persone colpite, 1.369 vittime confermate, 5.132 persone disperse, 7.474 feriti e migliaia di famiglie evacuate o costrette a vivere in centri di accoglienza.

Le infrastrutture risultano gravemente compromesse, con 7.570 abitazioni danneggiate, 33 ponti distrutti, 68 ponti sospesi danneggiati e 55 km di strade completamente impraticabili, rendendo complesso il raggiungimento dei villaggi e la distribuzione degli aiuti.

Sono stati colpiti anche 18 scuole e 7 strutture sanitarie, aggravando ulteriormente la vulnerabilità delle comunità.

L’intervento di Caritas Nepal

In continuità con le prime operazioni già comunicate, Caritas Nepal ha intensificato la propria presenza lungo i corridoi fluviali del Bhotekoshi e del Trishuli, nei distretti di Rasuwa, Nuwakot e Dhading, tra le aree più gravemente colpite. Le équipe stanno ampliando la distribuzione di aiuti e rafforzando il supporto nei centri di accoglienza, dove attualmente si trovano 3.395 persone.

Caritas Nepal sta fornendo:

  • Pacchi alimentari e kit per la casa
  • Coperte e articoli essenziali per le famiglie sfollate
  • Kit per bambini e kit sanitari per donne e ragazze
  • Materiali per il riparo (teloni, tende)
  • Lampade solari per garantire illuminazione e sicurezza
  • Materiali per Child-Friendly Spaces (CFS), spazi protetti dedicati ai bambini.

Particolare attenzione ai centri di accoglienza e protezione dei minori

Caritas Nepal ha intensificato le attività nei centri di accoglienza. Le équipe stanno monitorando le condizioni delle famiglie, sostenendo i servizi WASH (acqua, igiene e sanità) e garantendo ambienti sicuri per i bambini. I CFS (spazi protetti dedicati ai minori) continuano a essere un punto centrale dell’intervento: luoghi dove i più piccoli possono ritrovare routine, gioco e supporto psicosociale in un momento di forte stress emotivo.

Un impegno che continua nonostante le difficoltà

Le condizioni del terreno e i danni alle infrastrutture rendono ancora oggi complesso raggiungere molte comunità, ma le operazioni sul campo proseguono senza sosta.

Caritas Nepal ribadisce il proprio impegno a sostenere le comunità lungo tutto il percorso di risposta, ripresa e ricostruzione, in coordinamento con le autorità locali e con le altre organizzazioni presenti sul territorio.

Il supporto specifico di Caritas Italiana

Caritas Italiana, oltre all’invio dei primi fondi di emergenza, supporta, per ora da remoto, in stretto coordinamento con il team in loco la pianificazione degli interventi.

Caritas Nepal sta per lanciare l’EA (Appello di Emergenza) che prevede una risposta di lungo periodo (fino a 4 anni) con un’ottica lungimirante di riabilitazione integrata.

Caritas Italiana supporta con particolare attenzione il settore di salute mentale e psicosociale al fine di aiutare minori ma anche adulti e categorie vulnerabili nel processo di superamento di eventuali traumi e potenziamento della resilienza socio-individuale, prendendosi cura, nel contempo, anche degli operatori e volontari Caritas intensamente impegnati nella complessa risposta emergenziale.

Aggiornato il 11 Settembre 2026