26 Febbraio 2026

PeaceMed. A Istanbul per fare rete

La pace come bene comune. Il progetto guarda ai futuri impegni

PeaceMed fa tappa a Istanbul. I rappresentanti di 31 realtà – Caritas nazionali e organizzazioni della società civile – dei Paesi del Mediterraneo (anche Paesi limitrofi e Corno d’Africa) di nuovo insieme per porre le basi dell’impegno futuro. Si tratta di riflettere insieme sui principi che unificano attorno al tema della pace (e non solo) e di costituire la rete (il network) che potrà dare attuazione a quanto appreso nel corso del 2025 e di questo inizio 2026.

Il progetto PeaceMed – Promuovere la pace come bene comune nasce con un obiettivo chiaro e concreto: favorire la pace e lo sviluppo sostenibile nelle comunità, prevenendo e gestendo i conflitti attraverso il rafforzamento della società civile.

In un’area complessa e fragile come quella mediterranea PeaceMed è un segno (un sogno?) concreto di collaborazione transnazionale, che supera confini geografici, culturali e religiosi.

Il progetto, nei mesi passati, ha investito sulle competenze delle organizzazioni, offrendo strumenti e metodologie per formare educatori e giovani alla cooperazione, al dialogo e all’integrazione regionale. Particolare attenzione è stata dedicata ai giovani, riconoscendoli non solo come destinatari, ma come protagonisti dei processi di pace e di sviluppo sostenibile.

26 febbraio

“Istanbul è una città plasmata dall’incontro. Per secoli è stata un luogo in cui culture, tradizioni e fedi si sono incontrate. La convivenza non è sempre stata facile, ma ha creato profondità e resilienza. Forse questo la rende un luogo adatto per un incontro dedicato al rafforzamento della cooperazione per la pace nel Mediterraneo”. Con queste parole il direttore di Caritas Turchia, p. Petru Varga, dà il benvenuto al gruppo di PeaceMed.

Il percorso comune – con incontri residenziali a Cipro e Roma e ora in Turchia, e con momenti di formazione online curati da Rondine, Cittadella della Pace – ha finora costruito relazioni, fiducia e visioni condivise. Cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, PeaceMed rappresenta un esempio di come la cooperazione possa tradursi in azioni concrete per comunità più coese e inclusive.

Al momento di apertura presso la chiesa di Santa Maria Draperis intervengono l’arcivescovo Sabri Anar (Presidente) e p. Petru Varga (direttore) per Caritas Turchia, Paolo Valente (vice direttore), Benedetta Matterazzo e Alessandro Cadorin per Caritas Italiana, Alice Testa (consigliera) per l’Ambasciata italiana e Mauro D’Andrea (direttore), per Rondine Cittadella della Pace, frate Milad Yacoub (direttore) per Caritas Istanbul.

“Il bene comune è una condizione indispensabile per una pace reale e durevole”, dice mons. Sabri, vescovo caldeo, nel suo saluto. “La pace non può esistere senza giustizia, senza rispetto della dignità umana, senza l’accesso equo alle risorse e senza l’accettazione delle nostre differenze”.

Il direttore p. Patru ribadisce la disponibilità di Caritas Turchia a contribuire attivamente allo sviluppo della rete PeaceMed: “La creazione di questa rete rappresenta un passo concreto verso una partnership più profonda”.

“L’augurio di tutti noi”, conclude il vice direttore di Caritas Italiana, “è che questo progetto continui a essere seme di speranza nel Mediterraneo e testimonianza concreta che la collaborazione tra società civile, istituzioni e comunità locali può davvero trasformare i conflitti in occasioni di incontro e di futuro condiviso”.

Aggiornato il 26 Febbraio 2026